mercoledì 19 novembre 2025

Corso di storia dell'arte: Almarcegui 1972

Almarcegui 1972

Biografia

Lara Almarcegui (Saragozza, 1972) è un'artista spagnola che realizza opere di performance art e installazioni e risiede a Rotterdam, Paesi Bassi. È conosciuta principalmente per le sue demolizioni e autocostruzioni, realizzate in siti urbani in condizioni di degrado o rovina. In Italia ha realizzato opere a Torino e a Trento, e ha esposto presso la Biennale di Venezia e il Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Lara Almarcegui nasce a Saragozza, Spagna nel 1972.Tra il 1993 e il 1995 studia arte all'Università di Cuenca, dove si laurea, e intanto segue corsi all'Università di Lisbona, all'Università di Amburgo e all'Accademia delle Belle Arti di Nantes.Tra il 1996 e il 1998 consegue il Dottorato in Arte presso l'Università di Amsterdam. Nel 1999 realizza Mapa de descampados de Ámsterdam, una guida alle aree vuote o abbandonate della città di Amsterdam. Nel 2002 ridipinge le architetture di alcuni orti urbani di Torino nell'ambito del progetto BIG (Biennale Internazionale Giovani). L'anno seguente partecipa alla FRAC Bourgogne di Digione, Francia ammassando in una sala dei materiali da costruzione in quantità equivalente a quella utilizzata per costruire il palazzo. Nel 2005 vince il premio Altadis di arti plastiche e nel 2007 il premio Visual Arts and Digital Arts dell'UNESCO. Nel 2007 Almarcegui pubblica una guida dettagliata (Guía de Al Khan) che descrive le rovine di Al Khan, un villaggio di pescatori abbandonato nella regione di Sharja negli Emirati Arabi Uniti. Nello stesso anno realizza a Trento una performance dal titolo El descampado de la fábrica Michelin se abre al público, organizzando visite turistiche all'area dismessa su cui sorgeva la fabbrica Michelin. Nel 2008 vince il premio El Ojo Crítico di Radio Nacional de España ed esegue uno studio sulle aree abbandonate di Bilbao (Guía de descampados de la Ría de Bilbao). Nello stesso anno realizza due opere a Taiwan, demolendo il muro che nascondeva una vecchia casa in rovina a Taipei e organizzando la conservazione di un terreno in mezzo al fiume Danshui. Nel 2010 espone al Palazzo della Secessione di Vienna riempiendo la sala principale di montagne di detriti, sostituendo un pavimento di legno e realizzando una guida alle aree abbandonate nei dintorni dell'antica stazione Nordbahnhof. Nel 2013 Almarcegui è scelta dal curatore Octavio Zaya per rappresentare la Spagna alla Biennale di Venezia. La sala centrale del padiglione è completamente occupata da una montagna di detriti di cemento, mattoni e tegole, gli stessi materiali usati da Francisco Javier de Luque per costruire l'edificio nel 1922. Le stanze attigue sono riempite da montagne più piccole di materiali diversi (segatura, vetro, scorie di fonderia), i visitatori hanno la possibilità passarci attraverso e in questo modo osservare da più angolazioni la sala principale. Almarcegui realizza anche un progetto di ricerca su Sacca San Mattia, un'isola artificiale formata dai rifiuti delle vetrerie di Murano. Nel 2014 l'opera Guía de Al Khan è esposta nella mostra Perduti nel paesaggio presso il Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

L’Archeologia del Presente:
L’Estetica del Vuoto di Lara Almarcegui

Lara Almarcegui (Saragozza, 1972) si muove tra le pieghe del tessuto urbano non come architetto, ma come analista dei processi di trasformazione della materia. La sua pratica artistica, che spazia dall'installazione alla performance, non mira alla costruzione del nuovo, bensì alla rivelazione dell'esistente attraverso la decostruzione e la catalogazione dell'abbandono.

La Materia come Identità dell'Architettura

Il fulcro della ricerca di Almarcegui risiede nel mettere a nudo la fisicità degli edifici. In opere come quella realizzata per il FRAC Bourgogne (2003) o per il Padiglione Spagnolo alla Biennale di Venezia (2013), l'artista opera una traduzione letterale: l'architettura viene riportata al suo stato minerale primordiale.

Accumulando tonnellate di detriti, mattoni e vetro — quantità equivalenti a quelle utilizzate per la costruzione degli edifici stessi — Almarcegui annulla la funzione abitativa per esaltare la massa critica. Il visitatore non abita più uno spazio, ma si confronta con il "peso" della costruzione, rendendo tangibile l'entropia insita in ogni manufatto umano.

La Guida al "Descampado": Estetica del Vuoto Urbano

Un altro pilastro fondamentale della sua poetica è lo studio dei cosiddetti descampados: aree vuote, terreni dismessi o zone industriali in disuso. Dalla guida di Amsterdam (1999) a quella di Bilbao (2008), fino alla ricerca sull'isola artificiale di Sacca San Mattia a Venezia, l'artista sottrae questi luoghi all'oblio burocratico.

"Almarcegui non vede nel vuoto un'assenza, ma una forma di resistenza alla pianificazione urbana oppressiva."

Organizzando visite guidate (come nell'area ex Michelin a Trento) o mappando le rovine (come nel caso di Al Khan), l'artista invita a una contemplazione del paesaggio che non è nostalgica, ma politica: preservare un terreno vuoto significa preservare una possibilità di futuro non ancora cementificata.

Conclusioni: Tra Demolizione e Conservazione

Il lavoro di Lara Almarcegui si colloca in un paradosso fecondo: usa la demolizione (come a Taipei nel 2008) per rivelare la storia e la conservazione per proteggere l'inutilizzato. La sua arte è un monito sulla fragilità del paesaggio urbano e sulla necessità di guardare alle macerie non come a uno scarto, ma come a una memoria solida che attende di essere decodificata.


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