MATERIA E VISIONE
arti tradizionali e non
lunedì 2 marzo 2026
Corso di storia dell'arte: Gorky 1904
domenica 1 marzo 2026
Corso di storia dell'arte: De Kooning 1904
Willem de Kooning (Rotterdam, 24 aprile 1904 – New York, 19 marzo 1997) è stato un pittore e scultore statunitense d'origine olandese. Incomincia la sua carriera in età infantile come apprendista presso una bottega di pittori a Rotterdam. A Rotterdam frequenta l'Accademia di Belle Arti e quindi completa la sua formazione culturale presso scuole d'arte ad Anversa ed a Bruxelles. Dal 1926 si trasferisce negli Stati Uniti e durante i tremendi anni di crisi economica realizza affreschi su commissione del WPA Federal Art Project. Durante la seconda guerra mondiale entra a far parte del gruppo di artisti astratti, formatosi attorno ai numerosi pittori europei emigranti. Il 9 dicembre 1943 sposò l'artista Elaine Marie Catherine Fried, nota come Elaine de Kooning . Nel 1948 con la sua prima personale alla Egan Gallery si afferma come uno degli esponenti più in vista dell'espressionismo astratto. Dalle Fiandre, senza trascurare le sue origini olandesi, trae quelle caratteristiche comuni a Vincent van Gogh, Kees Van Dongen e James Ensor di quel senso d'angoscia insito nella vita e alla necessità di esprimerlo. Le sue primissime opere sono di matrice realista, ma il suo linguaggio artistico matura nell'ambito dell'espressionismo astratto divenendone uno dei più significativi rappresentanti. Le sue tele sono la rappresentazione di una visione deformante e violenta che astrae la realtà esteriore. L'adesione ad una matrice realista è comunque riscontrabile anche in quelle opere dove l'informale appare assoluto. Nel 1947 svolge la sua prima mostra personale presso la Egan Gallery, riscuotendo un buon successo. La sua fama però è soprattutto dovuta alle sue esibizioni effettuate alla Sydney Janis Gallery culminate con la mostra sulle Donne del 1953. Tre anni dopo propone i suoi lavori alla Biennale di Venezia. Nel 1957, dopo anni di matrimonio tumultuoso, fatto di tradimenti e problemi con l'alcolismo, i due coniugi si separarono, pur non chiedendo il divorzio. L'artista sembra ricercare punti fermi anche quando le linee caotiche e violente tendono a smarrire ogni definizione della struttura, nascono nuovi equilibri di rapporti e armonie di ritmo, costanti attraverso le quali recupera la forma e le attribuisce nuovi valori. A questa visione carica di contraddizioni appartiene la serie delle immagini femminili degli anni cinquanta e sessanta, di drammatica e crudele realtà, tema costante dell'artista. Successivamente la moglie, con la quale nel frattempo si era ricongiunto, convinse il marito a smettere definitivamente di bere e a frequentare i gruppi degli alcolisti anonimi insieme. Negli ultimi anni di vita gli fu diagnosticata la malattia di Alzheimer. I critici d'arte discutono ancora oggi su come debbano essere valutate le sue opere dagli anni ottanta in poi, a causa della sua malattia e di uno stile di vita dedito all'alcool. I suoi ultimi lavori evidenziano un nuovo gusto pittorico complesso e articolato, contraddistinto da giustapposizioni cromatiche e da giochi e ricerche grafiche.
sabato 28 febbraio 2026
Corso di storia dell'arte: Dalí 1904
Il simbolismo
Nel suo lavoro Dalí si è ampiamente servito del simbolismo. Ad esempio, il simbolo caratteristico degli "orologi molli" apparso per la prima volta in La persistenza della memoria si riferisce alla teoria di Einstein che il tempo è relativo e non qualcosa di fisso. L'idea di servirsi degli orologi in questo modo venne a Dalí mentre in una calda giornata d'agosto osservò un pezzo di formaggio Camembert che si scioglieva e gocciolava. Quella dell'elefante è un'altra delle immagini ricorrenti nelle opere di Dalí. Comparve per la prima volta nell'opera del 1944 Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio. L'elefante, ispirato al piedistallo di una scultura di Gian Lorenzo Bernini che si trova a Roma e rappresenta un elefante che trasporta un antico obelisco, viene ritratto con le "lunghe gambe del desiderio, con molte giunture e quasi invisibili" e con un obelisco sulla schiena. Grazie all'incongrua associazione con le zampe sottili e fragili, questi goffi animali, noti anche per essere un tipico simbolo fallico, creano un senso di irrealtà. L'elefante rappresenta la distorsione dello spazio ha spiegato una volta Dalí, le zampe lunghe ed esili contrastano l'idea dell'assenza di peso con la struttura. "Dipingo immagini che mi riempiono di gioia, che creo con assoluta naturalezza, senza la minima preoccupazione per l'estetica, faccio cose che mi ispirano un'emozione profonda e tento di dipingerle con onestà". L'uovo è un'altra delle immagini tipiche di cui si serviva Dalí. Associa all'uovo il periodo prenatale e intrauterino, usandolo per simboleggiare la speranza e l'amore; l'uovo compare ad esempio ne Il grande masturbatore e ne La metamorfosi di Narciso. Nelle sue opere compaiono inoltre varie specie animali: le formiche rappresentano la morte, la decadenza e uno smisurato desiderio sessuale; la chiocciola è in stretta connessione con la testa umana (la prima volta che incontrò Sigmund Freud Dalí aveva visto una chiocciola su una bicicletta appoggiata fuori dalla sua casa), mentre le locuste sono per lui un simbolo di distruzione e paura.
Interessi e attività al di fuori della pittura
Dalí fu un artista molto versatile. Alcune delle sue opere più celebri sono sculture o altro tipo di installazioni, e si distinse anche per i suoi contributi al teatro, alla moda, alla fotografia e altre discipline.
Arredamento e gioielleria
Due degli oggetti più famosi lasciatici dal movimento surrealista sono il Telefono aragosta e il Divano - labbra di Mae West, realizzati da Dalí nel 1936 e 1937 rispettivamente. Entrambe le opere gli furono commissionate dall'artista surrealista e mecenate Edward James: James aveva ereditato una vasta proprietà in Inghilterra, a West Dean nel West Sussex, quando aveva 5 anni e negli anni trenta era diventato uno dei principali sostenitori del movimento surrealista. La descrizione del Telefono aragosta in esposizione alla Tate Gallery riporta che secondo Dalí le aragoste e i telefoni avevano entrambi una forte connotazione sessuale ed egli individuò una stretta analogia tra il cibo e il sesso Il telefono era perfettamente funzionante e James ne acquistò quattro da Dalí per sostituire gli apparecchi di casa sua. Uno di questi è attualmente esposto alla Tate Gallery di Londra, il secondo si trova al Museo tedesco del telefono di Francoforte, il terzo appartiene alla Fondazione Edward James, mentre il quarto si trova esposto alla National Gallery of Australia.Questi telefoni avevano la base nera e la cornetta (aragosta) colorata,ma, insieme ad essi,l'artista ordinò alla ditta incaricata sei telefoni-aragosta di colore bianco (White Aphrodisiac Telephone). Questi ultimi ora si trovano : Boijmans Van Beuningen Museum (Rotterdam),Salvador Dalì Museum (St. Petersburg, Florida), Museo Berardo (Lisbona), Edward James Foundation (Chichester), Minneapolis Institute of Art (Minneapolis), Johannesburg Art Gallery (Johannesburg). Il Divano - labbra di Mae West, realizzato in legno e raso, riprende la forma delle labbra della celebre attrice, da cui Dalí sembrava essere affascinato. La West già in precedenza era stata il soggetto di un'opera del pittore catalano, ovvero Il volto di Mae West del 1935. Attualmente il Divano - labbra di Mae West si trova al Brighton and Hove Museum in Inghilterra. Tra il 1941 e il 1970 Dalí creò una collezione di 39 gioielli. Sono pezzi particolarmente complessi e alcuni di essi hanno delle parti mobili. Il più famoso di questi, Il cuore reale è realizzato in oro, ha 46 rubini, 42 diamanti e 4 smeraldi incastonati ed è fatto in modo che il centro del gioiello batta come fosse un vero cuore. Dalí disse che "Senza un pubblico, senza la presenza di spettatori, questi gioielli non compierebbero appieno la funzione per cui sono stati realizzati. Chi li guarda è, di conseguenza, il vero artista". "I gioielli di Dalí" sono esposti permanentemente al Teatro-Museo Dalí di Figueres, in Catalogna.
Teatro
Per il teatro, nel 1927 Dalí realizzò la scenografia per la rappresentazione della commedia romantica di García Lorca Mariana Pineda. Nel 1939 per la messa in scena di Baccanale, un balletto realizzato sulle note dell'opera Tannhäuser di Richard Wagner (1845), Dalí creò sia le scene che il libretto dello spettacolo. Al lavoro per Baccanale seguirono la realizzazione delle scene per Labirinto del 1941 e per Il cappello a tre punte del 1949.
Cinema
Fin dalla giovinezza Dalí manifestò un vivo interesse per la cinematografia, e si recava al cinema quasi tutte le domeniche. Visse sia l'epoca del muto che il periodo in cui i film iniziarono a diventare molto popolari. Credeva che il cinema avesse due dimensioni diverse: "le cose in sé" - ovvero i fatti che sono ritratti dalla macchina da presa - e l'"immaginazione fotografica" - ovvero il modo in cui la macchina da presa trasforma le immagini in maniera creativa e fantasiosa. Fu coautore del film surrealista di Luis Buñuel Un chien andalou, un cortometraggio di 17 minuti rimasto celebre per la sua particolare scena d'apertura in cui si vede un occhio umano squarciato con un rasoio (in realtà l'occhio era di un vitello morto, anche se il montaggio fa credere che appartenga alla donna a cui il regista stesso sta tenendo l'occhio sinistro ben aperto con la forza, dopo aver affilato un rasoio). Questo è in effetti il film per cui Dalí è rimasto celebre nella scena della cinematografia indipendente. Un Chien Andalou è un buon esempio del modo in cui Dalí riportava nel mondo reale il suo immaginario simile a quello dei sogni: le immagini cambiano all'improvviso e le scene si interrompono conducendo lo spettatore in una direzione completamente diversa da quella che stava seguendo solo un momento prima. Il secondo film prodotto insieme a Buñuel si intitola L'âge d'or e venne girato nel 1930 a Parigi nello Studio 28. Il film fu messo al bando per anni dopo che "fascisti e gruppi di antisemiti fecero irruzione violentemente nella sala parigina dove era proiettato lanciando bombette puzzolenti e inchiostro". Entrambi i film ebbero un grosso impatto sul movimento surrealista che si muoveva nel cinema indipendente. Il critico Robert Short ha scritto: "Se 'Un chien andalou' si pone come la massima rappresentazione delle incursioni del surrealismo nel regno dell'inconscio, allora 'L'âge d'or' è forse la più incisiva e implacabile espressione del suo intento rivoluzionario". Dalí lavorò anche con altri celebri cineasti come Alfred Hitchcock. La più conosciuta delle sue realizzazioni è forse la sequenza del sogno di Io ti salverò (1945), film che affronta il tema della psicanalisi. Hitchcock aveva bisogno di scene oniriche che comunicassero l'idea che un'esperienza repressa può scatenare una nevrosi, e sapeva che il lavoro di Dalí poteva aiutarlo a creare l'atmosfera che desiderava. Si impegnò nella realizzazione di un documentario intitolato Caos e creazione, ricco di riferimenti utili a comprendere quale fosse il vero modo di intendere l'arte di Dalí.
Collaborazione con Walt Disney
Collaborò anche alla produzione di un cartone animato della Disney, Destino. Il film, completato solo nel 2003 da Baker Bloodworth e Roy Disney, contiene immagini surreali di vari personaggi che volano camminano e danzano. È ispirato all'omonima canzone del cantautore messicano Armando Domínguez. Disney nel 1945 assunse Salvador Dalí per aiutarlo nella produzione e il lavoro continuò per otto mesi fino al 1946. Continuarono a realizzare animazioni finché non furono costretti ad interrompere il lavoro quando per causa della guerra ci fu una crisi economica. Il film non fu completato ma venne ugualmente presentato in diversi festival cinematografici riscuotendo un enorme successo venendo anche candidato ai premi Oscar. Il cortometraggio della durata di 6:32 minuti rappresenta un personaggio disneyano con le fattezze di una principessa, che interagisce con scene e figure surreali tipiche dell'opera di Salvador Dalí. Nel corso della sua vita l'artista portò a termine un solo altro film, Impresiones de Mongolia Superior (1975), che racconta la storia di una spedizione organizzata per cercare degli strani ed enormi funghi allucinogeni.
Moda e fotografia
Salvador Dalí fu attivo anche nel mondo della moda e in quello della fotografia. Nell'ambito della moda è nota la sua collaborazione con la stilista italiana Elsa Schiaparelli, quando l'artista fu ingaggiato dalla Schiaparelli per realizzare un abito bianco sul quale era raffigurata a stampa un'aragosta. Tra gli altri modelli che Dalí fece su sua commissione si ricordano un cappello a forma di scarpa ed una cintura rosa con la fibbia a forma di labbra. Curò anche il design di alcuni tessuti e bottiglie di profumo. Nel 1950, insieme a Christian Dior creò un singolare "abito per l'anno 2045". Tra i fotografi con cui collaborò si ricordano Man Ray, Brassaï, Cecil Beaton e Philippe Halsman. Con Man Ray e Brassaï Dalí scattò foto della natura, mentre con gli altri si addentrò in una serie di soggetti piuttosto oscuri tra cui la serie Dalí Atomica - realizzata nel 1948 insieme ad Halsman, ed ispirata al suo dipinto Leda Atomica - che in una fotografia ritrae "il cavalletto di un pittore, tre gatti, una secchiata d'acqua e Dalí che volteggia nell'aria."
Scienza
Per quanto riguarda il mondo della scienza, Dalí rimase affascinato dal cambiamento dei modelli di riferimento che nel corso del XX secolo accompagnarono la nascita della meccanica quantistica e nel 1958, ispirato dal principio di indeterminazione di Heisenberg, scrisse il suo Manifesto Antimaterico: "Durante il periodo surrealista volevo creare l'iconografia del mondo interiore e del mondo del meraviglioso concepiti da mio padre Freud. Oggi, invece, il mondo esteriore e quello della fisica hanno superato quello della psicologia. oggi mio padre è il Dottor Heisenberg." In accordo con queste nuove convinzioni l'artista dipinse La disintegrazione della persistenza della memoria, opera del 1954, con cui riprende La persistenza della memoria ma la rappresenta mentre va in frantumi e si scompone in tasselli, riassumendo chiaramente il suo riconoscimento delle nuove frontiere della scienza.
Altro
In architettura Dalí si dedicò alla costruzione della sua casa di Port Lligat, nei pressi di Cadaqués e del padiglione surrealista chiamato Sogno di Venere per l'Esposizione universale del 1939, che comprendeva molte stravaganti statue e sculture. Tra le sue opere letterarie si ricordano La vita segreta di Salvador Dalí (1942), Diario di un genio (1952-63) e Oui: la rivoluzione critica-paranoide 1927-33). Fu molto attivo nelle arti grafiche, realizzando molte incisioni e litografie. Mentre però le sue prime stampe erano di qualità paragonabile a quella dei dipinti, con il passar del tempo decise di vendere solo i diritti delle immagini e di non essere personalmente coinvolto nella realizzazione tecnica. Inoltre, negli anni ottanta e novanta furono prodotti un congruo numero di falsi e di opere non autorizzate, che contribuirono a rendere piuttosto insidioso il mercato delle stampe firmate Dalí. In campo musicale, Dalí fu ammaliato dallo stile surrealista del cantante rock Alice Cooper al punto da creargli, come segno di apprezzamento per la sua vena creativa, un microfono molto particolare: una scultura che riproduceva le fattezze della Venere di Milo.
Amanda Lear
Nel 1965 in un locale notturno francese Dalí incontrò Amanda Tapp, in seguito Amanda Lear, un'indossatrice francese di origine cinese e inglese. La Lear diventò una sua pupilla e la sua musa che in seguito scrisse della loro relazione nella sua biografia autorizzata La mia vita con Dalí (1986). Colpito dai modi mascolini e sopra le righe della Lear, Dalí ne guidò e supervisionò il passaggio dal mondo della moda a quello della musica, consigliandola sul modo di presentarsi e aiutandola a diffondere strane dicerie sulla sua origine. Secondo la Lear lei e Dalí era come se fossero uniti da una sorta di "Matrimonio spirituale". Alcuni, parlandone come del "Frankenstein" di Dalí, ritengono che anche il nome della Lear fosse un gioco di parole basato sul francese L'Amant Dalí, L'amante di Dalí. La Lear aveva preso il posto di una precedente musa-allieva, Isabelle Collin Dufresne (in arte Ultra Violet), che aveva lasciato Dalí per unirsi alla Factory di Andy Warhol. Questa relazione durò circa 15 anni.
Posizione politica e personalità
«L'unica differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo.» (Salvador Dalí) La posizione politica di Salvador Dalí ha ricoperto un ruolo significativo nella sua affermazione come artista. È stato identificato come un sostenitore ideologico del regime autoritario di Francisco Franco. André Breton, il leader del movimento surrealista, si sforzò in ogni modo per mantenere il suo nome distinto da quello degli altri surrealisti. In realtà, probabilmente, una corretta ricostruzione dei fatti è più complessa di simili schematismi. In ogni caso è certo che Dalí non fu mai un antisemita e fu amico del celebre architetto e designer Paul László, che era di origine ebraica. Manifestò anche una profonda ammirazione nei confronti di Freud (quando ebbe modo di incontrarlo) e di Einstein, entrambi ebrei, e tutto questo può essere verificato nei suoi scritti. Riguardo alla personalità di Dalí, George Orwell in un saggio scrisse: «Bisognerebbe essere capaci di tenere presente che Dalí è contemporaneamente un grande artista ed un disgustoso essere umano. Una cosa non esclude l'altra né, in alcun modo, la influenza.» (George Orwell, Notes on Dalí) Durante la gioventù Dalí fu in periodi diversi, sia anarchico che comunista. Nei suoi scritti ci sono numerosi aneddoti su come avesse assunto posizioni politiche radicali più per stupire gli ascoltatori che per reale convinzione, comportamento in linea con la sua adesione al movimento Dada. Una volta diventato più maturo, le sue posizioni politiche cambiarono, specialmente in conseguenza del fatto che il movimento surrealista era andato trasformandosi sotto la guida del trotskista Breton, che si dice abbia estromesso Dalí contestando le sue posizioni. Nel suo libro del 1970 Dalí by Dalí si autodefinisce anarchico e monarchico, suscitando il dibattito su che cosa in effetti sia l'anarco-monarchia. Allo scoppio della guerra civile spagnola Dalí sfuggì i combattimenti, rifiutando di allinearsi con alcuno degli schieramenti. Dopo la seconda guerra mondiale, George Orwell lo criticò per essere fuggito come un topo dalla nave che affondava non appena la Francia era stata in pericolo dopo che il pittore vi aveva prosperato per anni: «Quando in Europa si avvicinano le guerre egli ha una sola preoccupazione: come riuscire a trovare un posto dove si mangi bene e da cui scappare in fretta se il pericolo si avvicina troppo.» (George Orwell)
Voti dati agli artisti in un taccuino di Dalì presso il Museo di Figueres
Dopo il ritorno in Catalogna alla fine della guerra, Dalí si avvicinò al regime di Franco. Fece alcune dichiarazioni di sostegno al regime e si congratulò con Franco per le sue azioni intese a "ripulire la Spagna dalle forze distruttive" Riavvicinatosi alla fede cattolica e diventando sempre più religioso con il passare del tempo, Dalí con tale frase potrebbe essersi riferito ai comunisti, socialisti e anarchici. Dalí inviò dei telegrammi a Franco, pregandolo di firmare le condanne a morte per i prigionieri e incontrò personalmente il dittatore realizzando inoltre il ritratto della nipotina. È impossibile stabilire quanto i suoi omaggi a Franco fossero sinceri o quanto frutto della sua stravaganza ed eccentricità; una volta mandò un telegramma pure al Conducător della Romania, il comunista Nicolae Ceaușescu pregandolo di adottare uno scettro come simbolo del suo potere. Il quotidiano romeno Scînteia pubblicò il messaggio senza sospettare che potesse trattarsi di una beffa. Fece d'altra parte anche gesti di aperta disobbedienza nei confronti del regime, come continuare a lodare Federico García Lorca anche durante gli anni in cui le opere del poeta in Spagna erano messe al bando. Dalí in ogni caso fu un vero personaggio e la sua immagine, con l'onnipresente mantello, il bastone da passeggio, l'espressione altezzosa e i baffi fissati con la brillantina e all'insù, resta nell'immaginario collettivo. Resta famosa la sua affermazione: «Ogni mattina, appena prima di alzarmi, provo un sommo piacere: quello di essere Salvador Dalí !» (Salvador Dalí)
venerdì 27 febbraio 2026
Corso di storia dell'arte: Newman 1905
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giovedì 26 febbraio 2026
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