martedì 17 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Fuller Potter Jr. 1910

Joseph Wiltsie Fuller Potter Jr. 1910



Joseph Wiltsie Fuller Potter Jr. (24 aprile 1910 - 1990) è stato un artista espressionista astratto americano. È nato a New York City nel 1910, ha frequentato la St. Bernard's School di New York e la Groton School di Groton, Massachusetts , e ha vissuto la maggior parte della sua vita nella sua tenuta di Ledyard, nel Connecticut , vicino a Old Mystic . Potter ha iniziato a dipingere nei modi tradizionali di rappresentazione, specializzandosi in nature morte e paesaggi. Il suo lavoro è stato esposto a New York negli anni '30 alla Marie Harriman Gallery . Potter trascorse molti dei suoi anni formativi dipingendo paesaggi e ritratti nella regione dell'Appalachia meridionale, successivamente studiando pittura a Parigi con André Lhote dal 1929 al 1931, ea New York con Walt Kuhn e con Thomas Hart Benton . Nel 1950, Potter incontrò Jackson Pollock e cambiò definitivamente il suo modo di dipingere in astrazione , e fece una serie di mostre di quel corpo di lavoro alla Mystic Gallery di Mystic, nel Connecticut . Quando ha iniziato la sua transizione verso la pittura astratta, ha combinato le sue capacità grafiche con la sua padronanza del colore, e ha seguito un percorso che lo avrebbe portato al suo apice artistico, durante il suo pieno periodo espressionista astratto . Durante gli anni '40, il lavoro di Potter era ancora per lo più figurativo, ma mostrava deliberatamente evitare la rappresentazione ordinaria. Dai primi anni '50 in poi, lo stile di Potter si mantenne con i primi lavori di Ad Reinhardt e con i lavori pre-drip degli anni '40 di Jackson Pollock. Dipinse nello stile della " New York School ", insieme a molti dei suoi contemporanei, tra cui Franz Kline (1910-1962), Joan Mitchell (1925-1992), Jean-Paul Riopelle , William Baziotes (1910-1963) e Jackson Pollock (1912-1956). Ha tenuto alcune mostre in quello stile in diversi luoghi d'arte del New England . Il Museo della città di New York ha esposto le opere di Potter insieme a Joan Miró e Georgia O'Keeffe nella hall principale nel 1959. Fuller Potter è considerato uno dei maggiori pittori astratti del XX secolo. Morì di enfisema nel maggio 1990 al Westerly Hospital di Westerly, Rhode Island . Aveva 80 anni.

lunedì 16 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Parke 1911

 David Parke 1911

David Park (1911-1960) è stato probabilmente il pittore più importante del movimento figurativo della Bay Area. Park era un pittore espressionista astratto, con sede a San Francisco, e uno dei primi a muoversi verso lo stile figurativo della pittura. Nella primavera del 1951, Park vinse un premio per una tela figurativa che presentò a una mostra competitiva. La svolta di Park verso lo stile figurativo ha sconcertato alcuni dei suoi colleghi, poiché all'epoca la pittura astratta era l'unica strada da percorrere per gli artisti progressisti. Il suo coraggioso tentativo di passare dai dipinti astratti alla figura stimolò un'ascesa nell'arte figurativa che sarebbe diventata uno degli sviluppi più importanti del dopoguerra sulla costa occidentale. Piuttosto che passare attraverso una lenta trasformazione da dipinti astratti a figure, si ritiene che le astrazioni di Park siano scomparse all'istante. Un'intervista con la zia di Park ha suggerito che Park avesse portato i suoi dipinti astratti in una discarica e li avesse rilasciati o distrutti ritualmente. I suoi colleghi non sapevano nemmeno di questa trasformazione fino all'anno successivo. Nel 2004, la Hackett Freedman Gallery di San Francisco ha tenuto una mostra di 35 opere di David Park dal 1953 al 1960. Queste erano le opere che hanno segnato gli ultimi anni della sua vita e la mostra si è tenuta per celebrare la sua vita e il suo ritorno a la pittura di figura nel 1950, che fu determinante per l'avvio del movimento. Alcuni dei primi lavori in mostra suggeriscono che Park abbia risposto all'arte di Max Beckmann e la sua influenza è particolarmente visibile in "The Band" (1955). Nel corso degli anni, la tavolozza di Park si è trasformata in un cromatismo esuberante, ma il suo approccio alla lavorazione della pittura si è potuto vedere nel suo lavoro fino a quando alla fine ha deciso di rinunciare agli oli nel 1959. Alcune delle opere importanti di David Park sono "Mother in Law" (1954-1955), "Violin and Cello" (1939), "Torso" (1959), "Figure in Chair" (1960), ecc

domenica 15 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Fabbri 1911

 Agenore Fabbri 1911
















Agenore Fabbri (Quarrata, 1911 – Savona, 1998) è stato uno scultore e pittore italiano. A 12 anni si iscrive alla Scuola d'Arti e Mestieri di Pistoia e poi viene ammesso all'Accademia di Belle Arti di Firenze, città in cui si forma frequentando abitualmente l'alveo culturale del Caffè Le Giubbe Rosse, punto di ritrovo degli ermetici (Eugenio Montale, Carlo Bo e altri). Qui entra in contatto con il pittore Ottone Rosai e il poeta Mario Luzi. Nel 1930 incomincia a modellare e a cuocere terre e cinque anni dopo si trasferisce ad Albisola dove, assumendo da principio il ruolo di operaio modellista presso la manifattura di ceramiche La Fiamma, prosegue il suo apprendistato e intraprende un lavoro a soggetto della figura umana e animale con una forte carica espressionista che inserisce il colore e nuove soluzioni come la "riflessatura" nella terracotta. Sempre ad Albisola, dove in quegli anni lavorano i più importanti esponenti del secondo futurismo ancora sotto la guida di Filippo Tommaso Marinetti, allestisce in seguito un piccolo atelier ed entra in contatto prima con Arturo Martini e poi con Lucio Fontana, con cui inizia un rapporto di amicizia che durerà tutta una vita. Nel 1938 ottiene un discreto successo alla Nazionale di Napoli e all'inizio degli anni quaranta esordisce con mostre personali a Milano, Bergamo e Savona, ma poi deve interrompere l'attività per prestare servizio militare in Jugoslavia. Dal 1946 si stabilisce definitivamente a Milano, mentre nei mesi estivi continua a lavorare ad Albisola, che negli anni del dopoguerra diventa una località di fama internazionale poiché vi operano costantemente artisti come Marino Marini, Giacomo Manzù, Aligi Sassu, alcuni esponenti del gruppo CoBrA tra cui Karel Appel, Guillame Corneille e Asger Jorn, Roberto Matta e Wilfredo Lam e poi Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa, Emilio Scanavino e il giovanissimo enfant prodige Piero Manzoni. Nel 1947 vedono la luce importanti lavori in ceramica e terracotta come Donna del popolo (un titolo suggerito spontaneamente da Picasso), Uomo colpito e La madre, tutti realizzati nella manifattura Mazzotti, di proprietà dell'artista e poeta futurista Tullio d'Albisola con cui organizza il suo primo incontro con Picasso a Vallauris. Nel 1956, con Aligi Sassu, Giulio Turcato, Tettamanti, Zancanaro e Antonietta Raphaël Mafai compie un viaggio di oltre tre mesi in Cina, dove ha l'occasione di mostrare alcune sue opere a Pechino e in altre città. Successivamente espone con mostre personali negli USA a New York e Filadelfia e in Europa a Londra, Parigi, Stoccolma, Roma e Milano e partecipa alle più importanti rassegne nazionali ed internazionali di scultura: le Biennali di Venezia del 1952 e del 1960 (entrambe con una sala personale) e a quelle del 1959 e del 1964, nonché a numerose edizioni della Quadriennale di Roma e poi ad Anversa, Madrid, Parigi, Zurigo, Atene, L'Aia, Monaco di Baviera, Londra, New York, Boston, Tokyo, San Paolo, Città del Messico, Il Cairo e Alessandria in Egitto. Dai primi anni '70, inizia la sua frequentazione del "Centro Cultura Arte Contemporanea - Balestrini" in Albissola Marina dove intratterrà con Franco Balestrini un rapporto di fraterna amicizia. Franco Balestrini realizzerà innumerevoli mostre personali di Agenore Fabbri, fino a diventare uno dei più grandi conoscitori dell'intera opera dell'artista, nonché uno dei maggiori collezionisti. Negli anni ottanta la sua opera viene consacrata soprattutto in Germania con mostre personali al Wilhelm Lehmbruck-Museum di Duisburg, al Museo Ludwig di Colonia e al Museo Sprengel di Hannover. Dal 1965 diventa membro dell'Accademia nazionale di San Luca istituzione di cui verrà eletto presidente nel 1998, anno della sua morte. Numerosi i premi a partire dal 1939. Fra i tanti riconoscimenti ricordiamo il Premio Internazionale della Scultura di Cannes, nel 1955, un premio acquisto alla quinta edizione del Premio Spoleto, nel 1957 e quelli della Triennale di Milano nella quale ha vinto: Medaglia d'oro, Gran Premio e Gran Premio per la Ceramica. Il 4 agosto 1998 viene ricoverato per un'emorragia cerebrale all'Ospedale di Savona dove muore il 7 novembre. Il suo lavoro è di genere narrativo con evidenti caratteri espressionisti e con un influsso della plastica popolare che compare in molti lavori della natia Toscana. È noto infatti che la terracotta costituì per Fabbri ai suoi esordi, una sorta di passaggio obbligato: un materiale estremamente povero che però gli permise di apprendere a modellare e dunque a realizzare opere plastiche senza dover sottomettere l'azione artistica alla tirannia dei costi di gestione dei metalli, oberati dagli oneri delle fusioni e delle saldature. Subito dopo la guerra, che ha segnato per sempre la sua sensibilità, la sua opera si incanala verso una esasperata drammaticità espressiva che non riguarda soltanto gli esseri umani ma dilaga anche nel mondo animale rappresentato in combattimenti e risse con effetti che vanno al di là della seppur esplicita violenza. Poi, negli anni cinquanta e negli anni sessanta, Fabbri si impadronisce del bronzo e del legno: con il primo si esprime attraverso un modellare convulso segnato da profondi solchi sulla figura, con il secondo invece per mezzo di un lavoro di rottura e di sovrapposizione delle superfici che rappresentano il suo contributo alla stagione dell'Arte informale che infatti, proprio in quegli anni, si sviluppa soprattutto in Europa come risposta artistica, di segno astratto e gestuale, alla profonda crisi morale, politica ed ideologica provocata dagli orrori della seconda guerra mondiale. In questo periodo realizza anche numerose opere utilizzando il ferro, stagnato e zincato e l'acciaio. Nell'ultima fase del suo lavoro Fabbri ritorna dapprima alla propria matrice espressionista e poi, dal 1981 scopre la pittura realizzando opere, come il ciclo dei Giardini Pubblici, che sono finalmente dedicate ad una visione più aperta e commossa della realtà e dell'umano destino e che diventerà preminente nel corso degli anni ottanta, fino a sfociare, nel decennio seguente, in una rievocazione colorata e ludica, caratterizzata anche dall'utilizzo di materiali di “recupero” come sabbia, pietre, stoffe, lattine ecc., della passata esperienza informale. Agenore Fabbri è inoltre autore di numerose opere monumentali a Milano (Caccia al cinghiale, 1964, giardino della Biblioteca Comunale), Pistoia, Savona (Monumento alla Resistenza in piazza Martiri della Libertà) e di due imponenti bassorilievi in ceramica: Battaglia custodito presso il Museo "Manlio Trucco" di Albisola Superiore e La favola di Orfeo, presso il Polo Tecnologico Libero Grassi di Quarrata (Pistoia).

sabato 14 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Bernstein 1912

Morris Louis Bernstein 1912









Morris Louis Bernstein (Baltimora, 28 novembre 1912 – Washington, 7 settembre 1962) è stato un pittore statunitense, tra i primi e maggiori esponenti della corrente artistica Color field painting ("pittura a campi di colore"). Nacque da Cecilia e Louis Bernstein, una famiglia della medio-borghesia ebraica immigrata dalla Russia. I genitori lo volevano inserito nel ramo medico, ma egli intraprese studi artistici. Dal 1927 al 1933 studiò al Maryland Institute of Fine and Applied Arts (ora "Maryland Institute College of Art"). Dopo essersi diplomato, svolse vari lavori per mantenersi mentre continuava a praticare la pittura come passione. Nel 1935 diventò presidente della Baltimore Artists Association. Dal 1936 al 1940 visse a New York e lavorò al Works Progress Administration Federal Art Project, dove conobbe Arshile Gorky e David Alfaro Siqueiros. È qui che adottò il nome senza cognome. Nel 1943 tornò a Baltimora e visse per qualche anno coi genitori. Nel frattempo il suo stile, influenzato da Joan Miró, diveniva sempre più astratto. Nel 1947 sposò Marcella Siegel, con la quale si trasferì a Silver Spring, nel Maryland. L'anno successivo sperimentò per primo la Magna, un nuovo tipo di vernice acrilica a base d'olio sviluppata per lui da alcuni amici fabbricanti di New York. Da quel momento, questa nuova vernice sarà l'unica usata dall'artista lungo tutta la carriera. Nel 1952 si trasferì con la moglie a Washington dove, insieme a un gruppo di artisti noto come "Washington Color School", che includeva l'amico Kenneth Noland, fondò una nuova corrente artistica detta Color field painting ("pittura a campi di colore"). Pur continuando la tradizione e i concetti espressi dagli Action painters allora in voga come Jackson Pollock, Barnett Newman, Clyfford Still, Mark Rothko, Robert Motherwell e Ad Reinhardt, i "Color field painters" ne omettevano il gesto fisico in favore dell'uso di grandi e piatte aree di colore molto diluito e steso su tela grezza. Nel 1953 conobbe il pittore e critico d'arte Clement Greenberg, con cui nacque un sodalizio artistico fondamentale per Louis. Greenberg infatti lo porterà alla fama internazionale, allestendo per lui diverse importanti gallerie e mostre. Tra le più rappresentative opere di Louis è da citare la serie Unfurleds. Morì di cancro ai polmoni il 7 settembre 1962 a Washington. La causa del decesso fu attribuita all'intensa esposizione ai vapori di vernice. L'anno successivo venne tenuta una mostra in sua memoria al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Altre mostre delle sue opere vennero allestite al Museum of Fine Arts di Boston nel 1967, al National Gallery of Art di Washington, nel 1976 e al MoMA di New York nel 1986. Tra le influenze di Louis, che gli permisero di sviluppare la nuova corrente artistica, è da citare la pittrice Helen Frankenthaler. Nel 1953, Louis e Noland visitarono l'artista nel suo studio di New York, e furono impressionati dal suo innovativo uso di grandi campi di colore ad olio diluito e steso sulla tela grezza, visibile in particolare nell'opera Mountains and Sea, del 1952. Da quel momento Louis iniziò a sperimentare col colore ad olio diluito al punto di lasciarlo colare sulla tela per ottenere suggestivi effetti velati e traslucidi. Eliminò inoltre il gesto fisico irruente, caratteristico della corrente Action painting, in favore di larghe linee omogenee di colore tracciate con cura e che, sovrapponendosi sui bordi, creavano inediti effetti cromatici. Caratteristiche del suo stile, le strisce parallele di diversi colori a effetto arcobaleno, ricche di intensi contrasti, e il colore assorbito direttamente dalla tela, invece che steso su uno strato di fondo come si usava di norma. Louis usava raggruppare le sue opere in "serie". Tra le più caratteristiche, le Veils (1958–59), Florals and Columns (1960), Unfurleds (1960–61) e le Stripe paintings (1961–62).

venerdì 13 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Congdon 1912


William Grosvenor Congdon 1912








William Grosvenor Congdon (Providence, 15 aprile 1912 – Milano, 15 aprile 1998) è stato un pittore statunitense. Figlio dell'Action Painting, ha maturato un suo particolarissimo stile che gli ha dato notorietà già dagli anni cinquanta. William Grosvenor Congdon nasce il 15 aprile 1912 a Providence Rh ode Island da una facoltosa famiglia di industriali. Nel 1930 si iscrive alla Yale University che frequenta fino al 1934, anno in cui si cimenta nella pittura sotto l'egida di Henry Hensche. Nel 1940 apre uno studio come scultore a Berkshire Hills sotto la guida del maestro George Demetrios. Con l'entrata in guerra degli U.S.A, Congdon si imbatte nel tragico orrore della guerra, arruolandosi nell'American Field Service al seguito dell'esercito Americano nell'opera di soccorso nel campo di concentramento di Bergen Belsen. Ha inizio così per l'artista costretto ad affrontare quotidianamente una crudeltà sconfinata una tormentata riflessione sul mistero del male, che lo accompagna per quasi tutta la vita. Terminato il conflitto, William fa ritorno nel 1947 a New York dove sotto il fervente impulso culturale che la città offre continua a dipingere. Da un incessante lavoro nascono così le prime mostre, che vengono esposte alla celebre Betty Parsons Gallery, assieme alle opere degli artisti della nascente Action Painting come Jackson Pollock, Willem De Kooning, Franz Kline e Mark Rothko. È l'ammaliante ambiguità newyorkese che egli si preme di raffigurare, quel suo evidente mescolarsi di bene e malvagità, bellezza e corruzione, che con veemenza attrae il pittore. Ben presto però il pittore abbandona l'America e quindi l'amata New York, dalla quale si sente ferito e tradito a causa di un dilagante spirito commerciale e di un'ignoranza nei confronti di principi che egli abbraccia come necessari. Nonostante il successo negli Stati Uniti, decide di trasferirsi a Venezia dove rimane per circa un decennio. L'Italia però è destinata a deludere le aspettative dell'artista che poco alla volta si accorge della vanità della sua ricerca, dell'impossibilità di trovar quel nutrimento di valori tanto bramato. Egli però non demorde, non abbandona il desiderio e così ostinato continua senza sosta a viaggiare per l'Europa e l'Africa attraversando innumerevoli paesi di cui lascia testimonianze ed impronte attraverso il suo genio. Proprio durante il periodo in Europa dal 1950 al 1960, il suo nome inizia a divenire noto ed i suoi paesaggi ad ottenere grande successo dalla critica che non esita a celebrare il suo talento. In molti paragonano le sue vedute a quelle di Turner, anche se in quelle dell'americano traspare un evidente nota tragica, un demone che egli non riesce ad esorcizzare. Inoltre a metà di questi anni, risale il memorabile incontro con il grande Stravinsky e quindi l'inizio di un'intensa amicizia destinata a durare negli anni. Nel 1959, tappa fondamentale per il cammino di crescita spirtuale del pittore, anno in cui abbraccia la fede cattolica ricevendo il battesimo ad Assisi. Dal 1960 al 1970 si stabilisce in modo permanente ad Assisi dove accanto al soggetto religioso riprende a lavorare sui paesaggi. Nel 1963, conosce il cantautore cristiano Claudio Chieffo, forlivese, con cui nasce una profonda amicizia. Infine negli anni 70 riprendono i suoi viaggi attraverso l'India, l'America Latina ed il vicino Oriente, fino al trasferimento nel 1979 alla Cascinazza (Buccinasco), monastero benedettino situato nella bassa lombarda, dove trascorre i suoi ultimi anni per poi spegnersi il 15 aprile del 1998, giorno del suo 86 compleanno. Per un periodo di tempo negli anni 70 visse nel Guatemala in America Centrale. 

giovedì 12 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Baziotes 1912


William Baziotes 1912














William Baziotes (Pittsburgh, 11 giugno 1912 – New York, 6 giugno 1963) è stato un pittore statunitense, tra i maggiori esponenti dell'Espressionismo astratto. Cresciuto a Reading, in Pennsylvania da genitori greci, la sua prima formazione artistica inizia nel 1933 alla National Academy of Design di New York, dove otterrà il diploma nel 1936. Dopo tre anni di studio, iniziò a dipingere paesaggi realistici e nature morte. Dal 1936 al 1940, otterrà un lavoro presso il Federal Art Project, sezione Arti visive della Works Progress Administration, la maggiore agenzia del New Deal. In questo periodo, i suoi lavori diventarono sempre meno realistici e più inclini al Cubismo di Picasso e di Mirò. Negli anni quaranta conobbe molti esponenti della emergente corrente artistica dell'Espressionismo astratto. Nonostante con loro condividesse l'interesse per l'arte primitiva, i suoi lavori erano più orientati verso il Surrealismo europeo. La sua prima mostra personale si tenne alla galleria di Peggy Guggenheim Art of This Century, nel 1944. Dal 1946 al 1958 espose regolarmente alla Kootz Gallery. Nel 1962 venne incluso nel gruppo di artisti esposti alla Sidney Janis Gallery Ten American Painters. Nel 1948, insieme con David Hare, Robert Motherwell, e Mark Rothko, fondò a New York la Subjects of the Artist School, dove, tra le altre cose, si tenevano gruppi di discussione in cui artisti americani ed europei potevano confrontarsi e condividere interessi ed esperienze. Nei dieci anni successivi insegnò alla Brooklyn Museum Art School, al People's Art Center del Museum of Modern Art dal 1950 al 1952, alla City University e Hunter College di New York dal 1952 al 1962 e alla New York University di Manhattan dal 1949 al 1952.Insieme con la moglie Ethel Copstein, sposata nel 1941 e con cui condivideva l'amore per l'arte greca, la scultura e la poesia, in particolare quella di Charles Baudelaire, visse a Morningside Heights a nord di Manhattan. Morì di cancro ai polmoni nel giugno 1963 all'età di 50 anni. Tra i suoi più caratteristici lavori sono da citare Aquatic, Dusk e The Room, esposti al Guggenheim Museum di New York. Lo stile di Baziotes è profondamente influenzato dalla poesia dei Simbolisti, soprattutto di Baudelaire, e di colleghi quali Joan Miró, Sebastian Matta e Robert Motherwell. Il suo interesse verso la dimensione onirica e del subconscio si esprime attraverso la rappresentazione di forme biomorfiche irregolari sospese e galleggianti, dai colori vacui e dai bordi sfumati. Diversamente da alcuni colleghi, quali Clyfford Still e Ad Reinhardt, che si avvicinavano sempre più all'astrattismo geometrico, ben definito, rigido e monocromatico, Baziotes rimase fedele alle sue rappresentazioni poetiche e silenziose sospese su sfondi indefiniti che richiamavano i pensieri radicati nel più profondo subconscio. Dalle sue parole riportate in un numero del 1959 della rivista d'arte It Is: «È quel che di misterioso ciò che amo dei miei quadri. La sospensione e il silenzio. Voglio che la mia pittura faccia effetto lentamente, che ossessioni e che perséguiti.»

Corso di storia dell'arte: Fuller Potter Jr. 1910

Joseph Wiltsie Fuller Potter Jr. 1910 Joseph Wiltsie Fuller Potter Jr.  (24 aprile 1910 - 1990) è stato un artista espressionista astratto a...