domenica 22 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Krasner 1908

Lenore Krasner 1908






Lenore Krasner, nota come Lee Krasner (Brooklyn, 27 ottobre 1908 – New York, 19 giugno 1984), è stata una pittrice statunitense, tra le maggiori esponenti dell'Espressionismo astratto. Nacque da Joseph e Anna Krasner, ebrei ucraini immigrati dalla di Shpykiv, Distretto di Tul'čyn, Oblast' di Vinnycja, Ucraina. Nel 1926 venne ammessa alla Women's Art School della The Cooper Union e due anni dopo alla Art Students League. Dopo il diploma, nel 1929, studiò alla National Academy of Design fino al 1932. Dal 1935 al 1943, dopo un breve periodo al City College e al Greenwich House, trovò lavoro presso il Public Works of Art Project, successivamente alla Temporary Emergency Relief Administration e infine al Federal Art Project, sezione Arti murarie della Works Progress Administration, la maggiore agenzia del New Deal. Dal 1937 frequentò corsi sul Cubismo alla Hans Hofmann School of Fine Arts. Nel 1940 inizia ad esporre insieme col gruppo American Abstract Artists. Il 25 ottobre 1945 sposò il pittore Jackson Pollock, tra i più noti esponenti dell'Espressionismo astratto. Morì di morte naturale nel 1984. 

sabato 21 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Bill 1908

Max Bill 1908






Max Bill (Winterthur, 22 dicembre 1908 – Berlino, 9 dicembre 1994) è stato un architetto, pittore, scultore, designer e grafico svizzero. Max Bill: gli obelischi policromi bildsülen- dreiergruppe per il centro direzionale della Mercedes-Daimler-Chrysler a Stoccarda, 1989. Ciò che sorprende nell'opera di Max Bill è senza dubbio la estrema poliedricità delle sue attività artistiche. Questo autore riunisce in sé l'intero campo delle arti visive essendo architetto, designer, pittore scultore e grafico, nonché teorico delle varie forme d'arte a cui contribuì. Un vero crocevia, un genio multiforme, delle arti del XX secolo. La sua formazione iniziò come argentiere nella scuola di arti applicate di Zurigo. Ma presto, nel 1927, venne attirato da quello straordinario fenomeno culturale che fu il Bauhaus nella sede di Dessau. In questo ambito fu allievo di artisti di massimo livello tra cui Vasily Kandinsky, Paul Klee e Walter Gropius. Nel 1929 aprì l'attività di architetto a Zurigo. Nel 1931 sposò Bina Spoerri, con la quale condivise le future esperienze. Negli anni successivi ebbe incontri con i maggiori artisti dell'epoca. Dal 1932 al 1936 Bill fu membro del gruppo parigino Abstraction-Création nella cui galleria espose per la prima volta nel 1933. Nel 1937 partecipò al V CIAM (Congrès Internationaux d'Architecture Moderne). In quell'anno aderì ad Allianz, unione dei moderni artisti svizzeri. Dagli anni quaranta e soprattutto nel dopoguerra, Bill diventò una delle maggiori figure di riferimento in Svizzera per l'arte contemporanea, assumendo diversi incarichi istituzionali, nazionali e internazionali. Si ricorda che tra le altre cose egli fu membro della commissione elvetica per l'arte dal 1961 al 1969, o membro del consiglio nazionale svizzero 1967 al 1971. Nella lunga carriera Max Bill ebbe continui contatti con i maggiori artisti del suo secolo, rappresentando l'arte svizzera ai più alti livelli. Tra gli architetti e gli artisti con cui scambiò contatti, oltre ai maestri suddetti, si possono ricordare: Le Corbusier, Ludwig Mies van der Rohe, Charles Eames, Piet Mondrian, Georges Vantongerloo, Hans Arp, Max Ernst e altri ancora. Max Bill fu anche profondamente impegnato nella didattica e assai ampia è stata la sua influenza sulle successive generazioni. La didattica iniziò dal 1948, tenendo alcuni corsi all'Istituto Tecnico Superiore a Darmstadt. Nel 1951 fu cofondatore dell'Istituto Superiore per la progettazione "Hochschule für Gestaltung" a Ulma (HfG Ulm), con Inge Scholl, Otl Aicher, e Hans Werner Richter diventandone il rettore. Fu anche il direttore delle sezioni architettura e forma-prodotto. L'impresa si pose sin dall'inizio come naturale prosecuzione ed evoluzione dei principi del Bauhaus. Questo istituto, il più innovativo di quegli anni, ebbe una enorme influenza nel campo dell'Industrial Design, tanto da creare una tendenza nota come scuola di Ulm. Nel 1957 Bill abbandonò la scuola perché non ne condivideva più le linee guida, come spiegò dettagliatamente lui stesso. Dal 1967 al 1974 assunse la cattedra di progettazione ambientale all'Istituto superiore delle arti figurative di Amburgo. Numerosi furono i riconoscimenti che gli furono attribuiti negli anni. Tra i molti si possono citare: Gran Premio alla Triennale di Milano 1951, membro onorario dell'American Institute of Architects nel 1964, membro del Consiglio Nazionale Svizzero 1967-1971, membro dell'Accademia delle Arti, Berlino 1972, consigliere onorario dell'Unione Internazionale delle Arti Decorative (UNESCO) 1973, laurea honoris causa in Ingegneria dell'Università di Stoccarda 1979, premio Marconi per arte e scienza, Bologna 1988, premio imperiale in Giappone 1993, laurea honoris causa in scienze tecniche dell'Istituto Tecnico Superiore Elvetico, Zurigo 1994. Negli anni settanta e ottanta Max Bill si dedicò principalmente all'arte. Morì nel 1994 all'età di 86 anni.

venerdì 20 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Bacon 1909

Francis Bacon 1909





1. Identità dell’artista

Francis Bacon
Dublino, 28 ottobre 1909 – Madrid, 28 aprile 1992

Pittore autodidatta, formatosi tra Londra, Berlino e Parigi negli anni cruciali tra le due guerre. Figura iconica dell’arte del Novecento, Bacon è noto per una pittura che trasforma la figurazione in puro trauma, tensione carnale, deformazione espressiva. Ha rivoluzionato il concetto stesso di ritratto e rappresentazione umana, adottando un linguaggio figurativo brutale, psicologico, pulsante.

2. Poetica e visione artistica

2.1 La condizione umana al centro

Bacon non dipinge narrazioni, bensì stati dell’essere:
angoscia, violenza, carnalità, isolamento, colpa.
Il suo obiettivo dichiarato era “tirare fuori la verità del volto e del corpo”, una verità sempre irregolare, ferita, instabile.

2.2 Il corpo come battaglia

Il corpo è:

  • deformato,
  • straziato,
  • talvolta ridotto a grumo di carne,
  • immerso in stanze-gabbia.

La deformazione non è un’estetica gratuita: è il mezzo per evocare la fragilità e la brutalità dell’esistenza umana.

2.3 Il caso e l’imprevedibilità

Bacon parla spesso del ruolo del caso e dell’“accidente pittorico”:
macchie, colature, errori voluti che aprono nuove possibilità espressive.
L’opera nasce dall’incontro tra intenzione e imprevedibilità.

3. Temi ricorrenti

3.1 Il volto deformato

Ritratti e autoritratti sono centrali:
volti schiacciati, sfigurati dalla tensione emotiva, dal dolore, dal desiderio.
Non illustrano una patologia, ma l’intensità dell’esistenza.

3.2 Figure isolate in spazi angusti

Le celebri gabbie geometriche di Bacon:

  • isolano la figura
  • creano un teatro asettico
  • ricordano uno spazio clinico, un ring, una camera di tortura o un altare

Lo spazio è un “dispositivo” per amplificare la vulnerabilità del soggetto.

3.3 Violenza implicita e trattenuta

Anche senza scene esplicite, le opere emanano una tensione violenta.
È la violenza latente nelle relazioni umane, nel desiderio, nella paura.

3.4 Omaggio e confronto con la storia dell’arte

Bacon dialoga ossessivamente con:

  • Velázquez (soprattutto il Ritratto di Innocenzo X)
  • Rembrandt
  • Tiziano
  • Michelangelo
  • Eisenstein e la fotografia di cronaca nera

Dalla tradizione, estrae energia viscerale e drammaturgica, non stile.

4. Analisi della tecnica

4.1 Una figurazione deformata

Pur essendo un figurativo, Bacon costruisce figure:

  • “apparse” direttamente sulla tela senza disegno preparatorio
  • deformate attraverso pennellate impulsive
  • modellate da cancellazioni, spostamenti, reimpasti

Il risultato è un ibrido tra carne, movimento e psiche.

4.2 Colore

La tavolozza di Bacon è sorprendentemente raffinata:

  • rosa carnici, rossi sangue
  • blu violacei e neri vellutati
  • arancioni acidi, verdi marci
  • sfondi piatti e saturi

Il colore è sensazione prima che rappresentazione.

4.3 Pennellata e gesto

Gesto rapido, deciso, in parte automatico, in parte controllato.
La pittura di Bacon ha la fisicità di un combattimento.

4.4 Fotografia come fonte

Non dipinge dal vero: usa fotografie, ritagli, immagini di giornale, frame cinematografici.
Il risultato: una realtà filtrata, mediatizzata, “postumana”.

5. Periodi principali

5.1 Le origini (anni ’30–’40)

Linguaggio ancora acerbo, influenze surrealiste.
La vera svolta arriva con il 1944: Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion.

5.2 La maturità (1950–1970)

Anni dei grandi cicli:

  • serie degli Innocenti
  • serie dei papi urlanti
  • ritratti di amici e amanti
  • corpi in stanze claustrofobiche

Sviluppa la sua iconografia definitiva.

5.3 Gli anni tardi (1970–1992)

Il dolore per la morte dell’amante George Dyer porta a una pittura più cupa, esistenziale.
Gli autoritratti diventano sempre più spietati.
Compaiono figure più “fantasmatiche” e colori acidamente luminosi.

6. Bacon e il Novecento: un realismo dell’angoscia

In un secolo dominato da astrazioni, minimalismi, concettualismi, Bacon recupera la figura, ma la trasforma nell’icona della tragedia moderna.
È spesso considerato:

  • il più grande figurativo del dopoguerra
  • l’erede irregolare di Goya
  • uno dei pochi a rinnovare il ritratto dopo Picasso

La sua opera ha influenzato intere generazioni, da Freud a Kiefer, da Saville a contemporanei di ogni latitudine.

7. Ricezione critica

La critica ha oscillato tra:

  • celebrazione del suo genio drammatico
  • letture psicoanalitiche legate all’omosessualità, alla violenza interiore, al trauma
  • interpretazioni che vedono nelle sue tele l’“abisso umano” del XX secolo

Le grandi retrospettive alla Tate e in istituzioni globali hanno consolidato il suo ruolo di maestro assoluto.

8. Conclusione critica

Francis Bacon ha reinventato la pittura figurativa nel XX secolo trasformandola in un’arena psicologica.
La sua opera è un confronto brutale con l’umano, dove corpo, volto e spazio diventano dispositivi emotivi.

È il pittore:

  • dell’urlo trattenuto
  • della carne vulnerabile
  • della solitudine contemporanea
  • della figura che resiste al nulla che la circonda

Bacon non cerca di raccontare la realtà.
La scava, la apre, la torce fino a farne emergere il nucleo essenziale: l’essere umano nella sua verità più nuda e feroce.




giovedì 19 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Cagli 1910

Corrado Cagli 1910







Corrado Cagli (Ancona, 23 febbraio 1910 – Roma, 28 marzo 1976) è stato un artista italiano.Corrado Cagli nasce ad Ancona il 23 febbraio 1910 da Alfredo e Ada Della Pergola. Cinque anni più tardi, si trasferisce insieme con la famiglia a Roma ove compie studi classici e frequenta l'Accademia di Belle Arti.Già nel 1925-1926, Cagli illustra le copertine e alcune pagine interne de “La Croce Rossa Italiana Giovanile”, rivista per le scuole primarie e secondarie italiane. Nel 1927 realizza una tempera per il soffitto di un club in via Sistina, opera che in seguito verrà distrutta, mentre nella primavera dell'anno successivo esordisce con un lavoro di artigianato, un cofano “del focolare” alla XCIV Esposizione di Belle Arti della Società Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma. Sempre nel 1928 realizza un murale a “tempera magra” per il salone adibito a teatro del gruppo rionale Campo Marzio – Trevi – Colonna  del PNF, in via del Vantaggio a Roma. Dell'opera perduta non è rimasta alcuna traccia a parte che una testimonianza di Dario Sabatello che in uno scritto ne evoca i temi: “Sono scene di vita nei campi, nelle officine, nelle palestre; plastiche e sincere e sentite”. Nel 1929, a Umbertide, inizia a lavorare nella fabbrica di ceramiche d'arte Rometti dove, l'anno dopo, sarà nominato direttore artistico. Nello stesso anno, sempre ad Umbertide, nella casa Mavarelli-Reggiani, esegue un affresco di 60 metri sul tema della Battaglia del grano, suddiviso in dodici riquadri che rivestono le quattro pareti della sala. Nell'aprile del 1932 Cagli inaugura una personale con Adriana Pincherle alla Galleria di Roma, diretta da Pier Maria Bardi, nella quale espone La Fortuna e vari ritratti - fra cui il Ritratto di Sclavi e Igino - studi, disegni, alcune ceramiche e la scultura Ritratto di Serena. Successivamente fonda, assieme a Giuseppe Capogrossi ed Emanuele Cavalli, il Gruppo dei Nuovi Pittori Romani. Alla fine dell'anno ha già decorato alcune pareti alla Mostra romana dell'Edilizia ed eseguito Preparativi alla guerra (una tempera all'uovo su muro di 30 metri quadri) nel vestibolo della V Triennale di Milano quando, su invito della Commissione Archeologica di Salerno, si reca a Paestum e visita, probabilmente, anche Napoli e Pompei). Il viaggio, durante il quale esegue dipinti e disegni, sarà importante per la sua conoscenza della pittura pompeiana. Nel dicembre 1933, Cagli si sposta Parigi dove espone insieme a Capogrossi, Cavalli e Sclavi alla Galerie Jacques Bonjean. Organizzata dal conte Emmanuele Sarmiento, la mostra è presentata in catalogo dal critico Waldemar George che raggruppa i quattro giovani artisti sotto l'etichetta di Ecole de Rome. Cagli espone Ritratto del pittore Prieto, Edipo, La colomba, Natura morta, Composizione. La mostra ha numerose recensioni, sia in suolo italiano sia francese. Si apre nel febbraio del 1935 al Palazzo delle Esposizioni di Roma la II Quadriennale d’arte nazionale, ordinata da C.E. Oppo. Cagli espone quattro pannelli murali asportabili per la rotonda allestita da Piero Aschieri. I pannelli, alti quasi 4 metri, raffigurano il tema della bonifica dell'Agro Pontino (sono costituiti da una Protasi e da tre Cronache del tempo). Presenta inoltre un cospicuo numero di opere: La Romana, Il neofita, Il Palatino, Ritratto di Afro, L'Angelica, I Sabaudesi, La notte di San Giovanni, I neofiti, Composizione, Battaglia, Sette pennelli e sei disegni. Gli viene assegnato un premio di 10.000 lire. Nel 1932/33 gli vengono commissionate le decorazioni policrome eseguite su vetro di Venezia per la fontana dello Zodiaco a Terni, danneggiate nell'ultimo conflitto mondiale. È incaricato della realizzazione di due dipinti murali per l'edificio di Castel De'Cesari (odierna Accademia Nazionale di Danza) di Roma, ristrutturato dall'architetto razionalista Gaetano Minnucci come sede dell'Opera Nazionale Balilla. Uno dei due murali raffigura La corsa dei barberi, rievocazione della celebre corsa dei cavalli bradi attraverso il Corso fino a Piazza del Popolo. Il ministro dell'Educazione Renato Ricci ordina la distruzione degli affreschi, a seguito della censura per inadeguatezza tematica. Nascosto da una falsa parete, costruita dallo stesso Cagli, verrà preservato il dipinto murale situato nella biblioteca, portato allo scoperto nel 1945 su iniziativa di Mirko Basaldella. Il 1935 è un anno importante per il giovane artista, poiché tra aprile e maggio tiene una prima personale di cinquanta disegni alla Galleria La Cometa della Contessa Anna Laetitia (Mimi) Pecci Blunt, diretta da Libero De Libero e dallo stesso Cagli, inaugurata in quella occasione. La galleria svolgerà fino al 1938, in gran parte anche grazie all'influsso di Cagli, un'importante opera di diffusione culturale di taglio antinovecentista. Il catalogo contiene uno scritto di Massimo Bontempelli, zio di Cagli, sul disegno. Nel 1936 si inaugura al Palazzo dell'Arte a Milano, la VI Triennale Internazionale. Cagli presenta sulla parete di fondo della sala delle Priorità Italiche, realizzata dal gruppo BBPR, un grande dipinto, 6x6 metri, a tempera encaustica su tavola tamburata, La battaglia di San Martino e Solferino. Del grande murale, realizzato in pannelli distinti nello studio romano e poi montato soltanto a Milano, non esistono cartoni o disegni d'insieme, ma solamente un bozzetto realizzato per la presentazione. Il 26 maggio 1937 viene inaugurata l’“Exposition Internationale des Arts et des Techniques” a Parigi. Cagli, aiutato da Afro Basaldella, suo collaboratore, realizza una serie di grandi dipinti (circa 200 m lineari) a tempera encaustica su tavola tamburata per la decorazione del vestibolo del padiglione italiano. I dipinti raffigurano immagini monumentali di Roma e ritratti dei grandi italiani dall'epoca romana al Risorgimento. Nel giugno del 38' si apre la XXI Biennale di Venezia. Cagli partecipa con un affresco su intonaco, Orfeo che incanta le belve, di cui esiste un cartone preparatorio. Alla fine del 1938 è costretto a scegliere la strada dell'esilio, a seguito della proclamazione delle leggi razziali e dell'intensificarsi degli attacchi antisemiti nei confronti della sua persona e della sua opera. Si stabilisce prima a Parigi dove continua ad esporre e, alla fine dell'anno 1939, da Cherbourg, si imbarca alla volta di New York. Nella "grande mela" la sua arte non passa inosservata ed espone qualche tempo dopo il suo arrivo alla rinomata Julien Levy Gallery. Nel 1941, nel mese di gennaio, tiene una personale al Civic Center Museum di San Francisco, ma due mesi dopo Cagli si arruola nell'esercito americano. Non cessa tuttavia la sua attività artistica, realizzando un cospicuo numero di dipinti e disegni e partecipando agli eventi espositivi come una personale alla Shaeffer Gallery di Los Angeles ed una personale di disegni al Wadsworth Atheneum di Hartford. Nel 1943 si trasferisce in Gran Bretagna al seguito dell'esercito e l'anno successivo partecipa alle campagne di Francia, tra cui lo Sbarco in Normandia, Belgio e Germania. In questi anni realizza il celebre ciclo di disegni sul tema della guerra, tra cui spiccano le immagini ritratte al campo di concentramento di Buchenwald alla cui liberazione egli prese parte tra le truppe alleate. Al termine della guerra ritorna a New York dove prosegue la sua attività sperimentando tecniche e stili sempre cangianti ed è tra i fondatori del The Ballet Society (odierno New York City Ballet) insieme a George Balanchine e Lincoln Kirstein. All'interno della compagnia Cagli era colui che realizzava le scene e i costumi. Nel 1948 decide di rientrare definitivamente in Italia e si stabilisce in uno studio in via del Circo massimo. La stabilità e la tranquillità gli permettono di proseguire il suo percorso di ricerca analitica in pittura e di partecipare ad eventi espositivi sia in suolo italiano che estero. Intorno a lui gravitano numerosi artisti tra cui Mirko Basaldella, Capogrossi, Alberto Burri, Renato Guttuso. Negli anni 1949-1950, partecipa alla costituzione dell'importante collezione Verzocchi, sul tema del lavoro, inviando, con un autoritratto, Il vasaio; la Collezione oggi è conservata nella Pinacoteca Civica di Forlì. Tra la fine degli anni '50 e gli inizi del '60 viene incaricato, insieme ad altri artisti, di decorare la turbonave Leonardo da Vinci. Cagli darà il suo contributo allestendo alcune zone del transatlantico con i progetti di Leonardo da Vinci (come volo degli uccelli, ecc...) e con sei arazzi realizzati con il contributo dell'Arazzeria Scassa di Asti. Nel 1963-64 espone alla mostra Peintures italiennes d'aujourd'hui, organizzata in Medioriente e in Nordafrica. All'inizio degli anni '70 crea il graffito per il Museo Monumento al Deportato Politico e Razziale di Carpi (Modena): l'opera rappresenta il corpo senza vita di un deportato nudo accanto alla recinzione del campo.Il filo spinato originale sotto al grafico di Cagli, richiama il visitatore al significato simbolico di oppressione e privazione della libertà che il filo spinato assume in relazione al sistema dei campi. Oggi il filo spinato è divenuto universalmente l’emblema della violenza contro l’uomo. Non lascia tuttavia l'attività di scenografo e costumista, partecipando a numerose rappresentazioni teatrali come: Tancredi di Rossini, del 1952; Macbeth di Bloch, del 1960; Estri di Petrassi, del 1968; Persephone di Stravinsky, del 1970; Agnese di Hohenstaufen di Spontini, del 1974; Missa Brevis di Stravinsky, del 1975. Muore a Roma, nella sua dimora all'Aventino, il 28 marzo 1976. Da oltre quaranta anni l'Archivio Corrado Cagli, con sede a Roma in via della Fonte di Fauno n. 12, è custode di foto, testi, documenti, ma non solo in quanto organizza ogni anno eventi espositivi per mantenere vivo il ricordo di questo grande artista.

mercoledì 18 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Kline 1910

Franz Jozef Kline 1910







Franz Jozef Kline (Wilkes-Barre, 23 maggio 1910 – New York, 13 maggio 1962) è stato un pittore statunitense, tra i maggiori esponenti dell'Informale. Frequenta l'accademia per orfani Girard College, la Boston University e dal 1935 al 1938 la Heatherly's Art School di Londra. Dal 1956 al 1962 passa il tempo a dipingere a Provincetown, nel Massachusetts, e morirà a New York in seguito a una cardiopatia reumatica. Era sposato con Elizabeth Vincent Parsons, una danzatrice classica inglese. Come Jackson Pollock e altri informali, è stato etichettato come action painter, per via del suo stile apparentemente spontaneo e intenso, che non si rifaceva a figure o immagini precise e definite, ed eseguito con brutali colpi di pennello su grandi tele. Molti dei suoi lavori erano, tuttavia, il risultato di una "spontaneità studiata", in quanto usava preparare molte bozze di quello che sarebbe stato poi il lavoro "spontaneo" su tela. I suoi dipinti erano apparentemente il risultato di gesti fisici scaricati sulla tela con impatto drammatico, ma nascondevano un concetto sottile sviluppato nei precedenti disegni preparatori. I suoi lavori più noti sono quelli in bianco e nero, e in questi vi è una notevole somiglianza con la calligrafia cinese, anche se l'artista ha sempre negato ogni derivazione da essa. Intorno al 1955, Kline tornò ad utilizzare il colore, e in maniera più consistente nel 1959. Lo stile più noto e riconoscibile di Kline deriva da un suggerimento datogli dall'amico Willem de Kooning nel 1948, ovvero prendere uno dei suoi usuali schizzi di prova e proiettarlo su una parete mediante un proiettore ottico che aveva nel suo studio. Kline ne descrisse il risultato come: «… un disegno nero di quattro per cinque pollici di una sedia a dondolo… delineato da grandi pennellate nere che sradicano ogni immagine e si espandono in entità a sé stanti, non relazionate ad alcuna altra entità se non quella della loro stessa esistenza.» Kline creerà per il resto della sua vita dipinti nello stile di ciò che vide quel giorno. La sua prima esibizione di lavori con questo suo nuovo stile verrà esposta nel 1950 alla Charles Egan Gallery di New York.

martedì 17 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Fuller Potter Jr. 1910

Joseph Wiltsie Fuller Potter Jr. 1910



Joseph Wiltsie Fuller Potter Jr. (24 aprile 1910 - 1990) è stato un artista espressionista astratto americano. È nato a New York City nel 1910, ha frequentato la St. Bernard's School di New York e la Groton School di Groton, Massachusetts , e ha vissuto la maggior parte della sua vita nella sua tenuta di Ledyard, nel Connecticut , vicino a Old Mystic . Potter ha iniziato a dipingere nei modi tradizionali di rappresentazione, specializzandosi in nature morte e paesaggi. Il suo lavoro è stato esposto a New York negli anni '30 alla Marie Harriman Gallery . Potter trascorse molti dei suoi anni formativi dipingendo paesaggi e ritratti nella regione dell'Appalachia meridionale, successivamente studiando pittura a Parigi con André Lhote dal 1929 al 1931, ea New York con Walt Kuhn e con Thomas Hart Benton . Nel 1950, Potter incontrò Jackson Pollock e cambiò definitivamente il suo modo di dipingere in astrazione , e fece una serie di mostre di quel corpo di lavoro alla Mystic Gallery di Mystic, nel Connecticut . Quando ha iniziato la sua transizione verso la pittura astratta, ha combinato le sue capacità grafiche con la sua padronanza del colore, e ha seguito un percorso che lo avrebbe portato al suo apice artistico, durante il suo pieno periodo espressionista astratto . Durante gli anni '40, il lavoro di Potter era ancora per lo più figurativo, ma mostrava deliberatamente evitare la rappresentazione ordinaria. Dai primi anni '50 in poi, lo stile di Potter si mantenne con i primi lavori di Ad Reinhardt e con i lavori pre-drip degli anni '40 di Jackson Pollock. Dipinse nello stile della " New York School ", insieme a molti dei suoi contemporanei, tra cui Franz Kline (1910-1962), Joan Mitchell (1925-1992), Jean-Paul Riopelle , William Baziotes (1910-1963) e Jackson Pollock (1912-1956). Ha tenuto alcune mostre in quello stile in diversi luoghi d'arte del New England . Il Museo della città di New York ha esposto le opere di Potter insieme a Joan Miró e Georgia O'Keeffe nella hall principale nel 1959. Fuller Potter è considerato uno dei maggiori pittori astratti del XX secolo. Morì di enfisema nel maggio 1990 al Westerly Hospital di Westerly, Rhode Island . Aveva 80 anni.

lunedì 16 febbraio 2026

Corso di storia dell'arte: Parke 1911

 David Parke 1911

David Park (1911-1960) è stato probabilmente il pittore più importante del movimento figurativo della Bay Area. Park era un pittore espressionista astratto, con sede a San Francisco, e uno dei primi a muoversi verso lo stile figurativo della pittura. Nella primavera del 1951, Park vinse un premio per una tela figurativa che presentò a una mostra competitiva. La svolta di Park verso lo stile figurativo ha sconcertato alcuni dei suoi colleghi, poiché all'epoca la pittura astratta era l'unica strada da percorrere per gli artisti progressisti. Il suo coraggioso tentativo di passare dai dipinti astratti alla figura stimolò un'ascesa nell'arte figurativa che sarebbe diventata uno degli sviluppi più importanti del dopoguerra sulla costa occidentale. Piuttosto che passare attraverso una lenta trasformazione da dipinti astratti a figure, si ritiene che le astrazioni di Park siano scomparse all'istante. Un'intervista con la zia di Park ha suggerito che Park avesse portato i suoi dipinti astratti in una discarica e li avesse rilasciati o distrutti ritualmente. I suoi colleghi non sapevano nemmeno di questa trasformazione fino all'anno successivo. Nel 2004, la Hackett Freedman Gallery di San Francisco ha tenuto una mostra di 35 opere di David Park dal 1953 al 1960. Queste erano le opere che hanno segnato gli ultimi anni della sua vita e la mostra si è tenuta per celebrare la sua vita e il suo ritorno a la pittura di figura nel 1950, che fu determinante per l'avvio del movimento. Alcuni dei primi lavori in mostra suggeriscono che Park abbia risposto all'arte di Max Beckmann e la sua influenza è particolarmente visibile in "The Band" (1955). Nel corso degli anni, la tavolozza di Park si è trasformata in un cromatismo esuberante, ma il suo approccio alla lavorazione della pittura si è potuto vedere nel suo lavoro fino a quando alla fine ha deciso di rinunciare agli oli nel 1959. Alcune delle opere importanti di David Park sono "Mother in Law" (1954-1955), "Violin and Cello" (1939), "Torso" (1959), "Figure in Chair" (1960), ecc

Corso di storia dell'arte: Krasner 1908

Lenore Krasner 1908 Lenore Krasner, nota come Lee Krasner (Brooklyn, 27 ottobre 1908 – New York, 19 giugno 1984), è stata una pittrice statu...