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DOPO LA SCULTURA

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DOPO LA SCULTURA DALLA MATERIA STAMPATA ALL’OPERA ABITABILE: CHE COSA RESTA DELLA SCULTURA QUANDO IL VOLUME PUÒ ESSERE GENERATO, RIPRODOTTO, PROIETTATO E ATTRAVERSATO? Per secoli la scultura ha avuto una certezza che la pittura non possedeva: occupava spazio. Si poteva girarle intorno, misurarne il peso, percepirne la superficie e soprattutto verificarne il rapporto con la gravità. Anche quando la scultura del Novecento ha abbandonato la figura, il basamento e persino la massa compatta, è rimasto un principio apparentemente elementare: qualcosa era lì, davanti a noi. Oggi anche questa certezza sta diventando instabile, perché la stampa tridimensionale permette di trasformare un file in un oggetto senza passare necessariamente dalla mano dello scultore, scanner e fotogrammetria trasformano invece l’oggetto in un file, robot e macchine CNC producono forme che nessuna tecnica manuale potrebbe realizzare con la stessa precisione, mentre materiali polimerici, metallici, ceramici e compositi...

DOPO IL QUADRO

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DOPO IL QUADRO Intelligenza artificiale, arte digitale, robotica e nuovi collezionismi: che cosa resterà dell'opera quando l'opera potrà diventare qualsiasi cosa? Per secoli il mercato dell'arte ha funzionato attorno a una coincidenza quasi perfetta: l'opera era un oggetto. Un dipinto possedeva una superficie, una scultura occupava uno spazio, un disegno esisteva su un foglio, una fotografia veniva fissata su un supporto. L'artista produceva quell'oggetto, il gallerista lo esponeva, il collezionista lo acquistava e il museo eventualmente lo conservava. Naturalmente l'arte contemporanea aveva già incrinato da tempo questa identificazione: performance, installazioni, videoarte, arte concettuale e opere effimere avevano dimostrato che l'opera poteva coincidere con un'azione, un processo, un'istruzione o perfino un'idea. Oggi, tuttavia, sta accadendo qualcosa di differente. Non è una corrente artistica a mettere in discussione l'oggetto. È l...

ARTE DIGITALE E ARTE ANALOGICA: UNA SFIDA O UN SUPERAMENTO?

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ARTE DIGITALE E ARTE ANALOGICA: UNA SFIDA O UN SUPERAMENTO? Quando cambia lo strumento, cambia anche l’arte? Ogni volta che una nuova tecnologia entra nel territorio dell’arte, la prima reazione è quasi sempre la stessa: qualcuno annuncia la morte di ciò che esisteva prima. È accaduto con la fotografia, accusata nell’Ottocento di rendere inutile la pittura. È accaduto con il cinema, con la riproduzione meccanica delle immagini, con la televisione, con la grafica computerizzata. Sta accadendo nuovamente oggi, mentre l’arte digitale, la realtà virtuale, gli algoritmi generativi e l’Intelligenza Artificiale sembrano mettere in discussione persino il significato delle parole opera , artista e creazione . Ma la domanda potrebbe essere posta diversamente. Arte digitale e arte analogica sono realmente due avversarie? Oppure rappresentano due differenti possibilità di una medesima necessità umana: dare forma visibile all’immaginazione? Che cosa chiamiamo arte analogica? Definire «analogica» l...