DOPO LA SCULTURA
DOPO LA SCULTURA DALLA MATERIA STAMPATA ALL’OPERA ABITABILE: CHE COSA RESTA DELLA SCULTURA QUANDO IL VOLUME PUÒ ESSERE GENERATO, RIPRODOTTO, PROIETTATO E ATTRAVERSATO? Per secoli la scultura ha avuto una certezza che la pittura non possedeva: occupava spazio. Si poteva girarle intorno, misurarne il peso, percepirne la superficie e soprattutto verificarne il rapporto con la gravità. Anche quando la scultura del Novecento ha abbandonato la figura, il basamento e persino la massa compatta, è rimasto un principio apparentemente elementare: qualcosa era lì, davanti a noi. Oggi anche questa certezza sta diventando instabile, perché la stampa tridimensionale permette di trasformare un file in un oggetto senza passare necessariamente dalla mano dello scultore, scanner e fotogrammetria trasformano invece l’oggetto in un file, robot e macchine CNC producono forme che nessuna tecnica manuale potrebbe realizzare con la stessa precisione, mentre materiali polimerici, metallici, ceramici e compositi...