Corso di storia dell'arte: 50 Arte musiva bizantina
Arte musiva Nel cuore scintillante dell’Impero Bizantino, dove l’arte si faceva preghiera e la luce diventava veicolo del divino, il mosaico emerse come espressione suprema del sacro. Come già era accaduto nel mondo romano di lingua latina, anche a Bisanzio questa tecnica, raffinata e complessa, divenne il linguaggio prediletto per parlare all’anima attraverso gli occhi. Con tessere vitree policrome — minuscoli frammenti di vetro incastonati con sapienza — gli artisti non solo decoravano, ma scolpivano la luce stessa, catturandola e restituendola in riflessi celesti. Se città come Roma, Ravenna, Tessalonica, Napoli e Milano avevano scritto pagine gloriose nella storia del mosaico, fu a Costantinopoli, dalla metà del VI secolo, che questa forma d’arte raggiunse la sua piena consacrazione. Lì divenne non solo tecnica decorativa, ma visione teologica, poetica cosmica. Il mosaico bizantino non narrava semplicemente: trasfigurava. I personaggi sacri, privati ormai di peso e volume, si...