sabato 6 giugno 2026

Corso di Storia dell'arte: Daumier 1808

Honoré Daumier 1808






Pittore, scultore, litografo (Marsiglia 1808 - Valmondois, Val d'Oise, 1879). Artista originalissimo, tra i maggiori dell'Ottocento francese, esordì come disegnatore e litografo; all'arte litografica fu istruito da Ramelet. Aveva avuto infanzia e adolescenza povere e, come commesso presso un legale, aveva affinato il suo senso di osservazione di caratteri e ambienti. La sua formazione fu essenzialmente autodidattica, malgrado la sua presenza all'Accademia nel 1828. Nel 1830 partecipò alla rivoluzione di luglio, e nella passione politica definì il suo stile incisivo e grandioso. Collaborò alla Caricature (1831-1835), giornale di opposizione con disegni satirici che andarono acquistando una straordinaria potenza di denuncia sociale: appartengono a questo gruppo Le ventre législatif e La rue Transnonain, concepite per le insurrezioni dell'aprile 1834. Soppressa la libertà di stampa (1835), si volse, sul giornale Charivari, alla satira di costume (serie di Robert Macaire, Bohémiens de Paris, Bas bleus, Les bons bourgeois, Gens de justice, ecc.). Nel 1848 ritornò alla satira politica con litografie e con la statuetta di Ratapoil, tipo dell'aguzzino bonapartista, fusa in bronzo nel 1888. Ma la proclamazione dell'Impero (1852) lo costrinse ad appartarsi dalla lotta politica e a dedicarsi alla satira di costume. Egli si volse soprattutto alla pittura, lasciando (1855) Parigi per Valmondois e stringendo rapporti con i pittori di Barbizon: una vigorosa, appassionata tesi umana e sociale traspare nei suoi quadri, che ritraggono tribunali, avvocati, amatori di stampe, attori di teatro, lavoratori, ecc. Numerose sono le variazioni sul tema prediletto del Don Chisciotte. D. elevò al più alto livello di poesia i più umili motivi della vita quotidiana (Portatrici d'acqua; Lavanderia; Viaggiatori di terza classe; Commedianti, ecc.). L'aspro accento polemico e l'evidente contenuto sociale alienarono al D. il favore del pubblico parigino del secondo Impero, ma gli artisti lo consideravano un maestro e C. Corot confortò la sua misera vecchiaia acquistando per lui la piccola casa dove morì solo e dimenticato.

venerdì 5 giugno 2026

Corso di storia dell'arte: Rousseau 1812

Théodore Rousseau 1812

Pittore (Parigi 1812 - Barbizon 1867). Fondamentalmente autodidatta, pur se l'esempio di J. Constable dovette impressionarlo profondamente, fin da principio si pose a dipingere direttamente di fronte alla natura, con entusiasmo lirico e grande impegno morale. Rifiutato un suo quadro al Salon del 1836 (La discesa delle vacche dagli altipiani del Giura, 1835, L'Aia, Museo Mesdag), si ritirò a Barbizon, presso Fontainebleau, dove con lui si adunò una colonia d'artisti che dovevano costituire la maggiore scuola romantica francese di paesaggio, detta appunto di Barbizon. R. ne è considerato il capo per la serietà e coerenza degli assunti e per l'altezza delle attuazioni. Dopo il 1848, riapertaglisi la possibilità di esporre al Salon, si andò rapidamente affermando e riportò un successo clamoroso all'esposizione universale del 1855. Amò soprattutto ritrarre grandi alberi, a massa, in terreni piatti e paludosi dai lontani orizzonti, usando un colore greve, denso e affocato, lavorato dal pennello (Viale dei castagni presso Bressuire, 1837-40; Effetto di pioggia, ambedue al Louvre; La passerella, 1855 circa; Strada nella foresta di Fontainebleau; effetto di uragano, 1860-65, ambedue a Parigi, Musée d'Orsay).

giovedì 4 giugno 2026

Corso di Storia dell'arte: Millet 1814

 Jean-François Millet 1814




Pittore (Gruchy, Gréville, 1814 - Barbizon 1875). Figlio di contadini, studiò dapprima a Cherbourg ed esordì dipingendo idillî, bagnanti, figurazioni mitologiche e alcuni ritratti, in cui già si nota la solidità di impianto che caratterizzerà le opere del periodo successivo. L'influenza dell'arte di H. Daumier e poi dei pittori di Barbizon, ai quali si unì definitivamente nel 1849, determinarono una svolta decisiva nell'arte di M., che prese a interessarsi di problemi sociali e si dedicò a esprimere, senza compiacenze pittoresche e aneddotiche, l'austerità e il senso religioso della vita e del lavoro dei contadini. Il Ritorno dai campi (1846-47, Cleveland, Museum of art), il Seminatore (1850, Boston, Museum of fine arts), l'Angelus (1857-59, Parigi, Musée d'Orsay), le Spigolatrici (1857, Parigi, Musée d'Orsay) ebbero un immenso successo non soltanto per l'intento umanitario, ma anche per la profonda sincerità dell'espressione pittorica. Più ancora che in queste opere, talvolta d'un sentimentalismo troppo scoperto, l'ispirazione di M. si rivela nella sua purezza nei disegni (in gran parte al Louvre) e nelle incisioni. La sua influenza si esercitò in Francia (soprattutto su C. Pissarro), in Olanda (su I. Israels e fu notevole su V. van Gogh) e negli altri paesi europei.

mercoledì 3 giugno 2026

Corso di Storia dell'arte: Menzel 1815

Adolf Menzel 1815


Pittore, disegnatore e incisore (Breslavia 1815 - Berlino 1905). Dal 1830 visse a Berlino, dove nel 1832 assunse l'officina litografica del padre, producendo opere che, per il loro carattere pittorico, segnano una svolta nella storia della litografia tedesca: illustrazioni per la Geschichte Friedrichs des Grossen di F. Kugler (1839-42), litografie riproducenti le uniformi dell'esercito di Federico il Grande, re di Prussia (1845-57), disegni per xilografie di una nuova edizione delle opere di quel sovrano (1843 - 49), xilografie per Der zerbrochene Krug di H. von Kleist (1877), ecc. Autore di celebri quadri storici raffiguranti episodî della vita di Federico il Grande e scene della vita di Gugliemo I e della corte, tra il 1840 e il 1850, dipinse anche piccoli paesaggi e interni caratterizzati da una accurata resa luministica e dalla perfetta intonazione atmosferica del colore. La maggior collezione di opere di M. è conservata nella Galleria nazionale e nel Gabinetto delle stampe di Berlino.

martedì 2 giugno 2026

Corso di Storia dell'arte: Courbet 1819

Gustave Courbet 1819 

Pittore (Ornans, Franca Contea, 1819 - La Tour-de-Peilz, Vaud, 1877). Figlio di un agiato possidente, C. si recò a Parigi nel 1839 seguendo la sua inclinazione artistica e si formò, al di fuori delle istituzioni, attraverso lo studio soprattutto della tradizione seicentesca spagnola e olandese. Dal 1847 C. allargò i suoi interessi a contatto con Baudelaire, Proudhon, Champfleury, stagliandosi sullo sfondo del complesso e contraddittorio mondo culturale sociale e politico della Parigi del tempo, fino ad assumere il ruolo di campione di un realismo che voleva essere superamento di ogni poetica volta a mediare, condizionare o orientare il rapporto con la realtà, di un realismo che, accanto al riconoscimento dell'oggettività del mondo esterno, valorizzava anche la sensibilità soggettiva e non ricusava la tradizione artistica, considerandola mezzo di formazione di un proprio linguaggio. L'arte di C. si presenta ricca di valori e fermenti, più di quanto faccia supporre una lettura che tenda a privilegiare le tematiche sociali di alcune sue opere. Dal 1841 C. affrontò il giudizio del Salon; dal 1844 alcune sue opere furono accettate e, nel 1849, il Dopo pranzo a Ornans (Lilla, Mus. des beaux-arts), laureato con un diploma d'onore, gli permise di partecipare ai successivi Salons senza il vaglio della giuria. Da quel momento le sue opere s'imposero nel controverso giudizio della critica e del pubblico, oggetto di entusiasmi e di scherni: presentò nel 1850 il Seppellimento a Ornans (1849; Parigi, Mus. d'Orsay), Gli spaccapietre (Dresda, Gemäldegal., distrutto nel 1945), nel 1852 Le signorine del villaggio (New York, Metropolitan Mus.), nel 1853 la Filatrice addormentata (Montpellier, Mus. Fabre), Le bagnanti (ibid.). Nel 1855 contrappose all'ufficialità dell'Esposizione universale, nella quale esponeva, tra l'altro, L'incontro (Montpellier, Mus. Fabre) e Le vagliatrici di grano (Nantes, Mus. des beaux-arts), una sua propria mostra personale, significativamente intitolata "Du réalisme": 40 quadri accompagnati da un breve scritto programmatico e dal catalogo che si apriva con L'atelier del pittore, allegoria reale determinante una fase di sette anni della mia vita artistica (Parigi, Mus. d'Orsay). Nel 1857, accanto a Les demoiselles des bords de la Senne (Parigi, Mus. du Petit Palais), fortemente attaccate, presentò dei soggetti di caccia che anche negli anni successivi furono apprezzati dalla critica. Nel Salon del 1865 presentò il significativo Ritratto di P. -J. Proudhon nel 1853 (Parigi, Mus. du Petit Palais) e nel 1867, di nuovo, accanto all'Esposizione universale, organizzò una sua personale con oltre cento opere. Pur al centro della scena artistica parigina, C. ottenne con la sua opera (ritratti, nudi, paesaggi) maggiori successi nelle città di provincia e all'estero, a Bruxelles e soprattutto a Francoforte (1858) e a Monaco, dove soggiornò nel 1869. Coerentemente con le sue idee e la sua indole ribelle e sanguigna, C. rifiutò onorificenze da Napoleone III e partecipò attivamente alla Comune, subendo prigione ed esilio per essere stato membro della commissione che aveva decretato la distruzione della Colonna Vendôme.

lunedì 1 giugno 2026

Corso di storia dell'arte: Puvis de Chavannes 1824

Puvis de Chavannes 1824



Puvis de Chavannes ‹püvì d šavàn›, Pierre. - Pittore (Lione 1824 - Parigi 1898). Riallacciandosi a talune soluzioni di Ingres, si propose, in netto contrasto con le contemporanee ricerche degli impressionisti, l'ideale di una grande pittura decorativa, ispirata all'affresco. Nelle sue vaste composizioni, in genere di contenuto simbolico (Ave Picardia nutrix, nel museo di Amiens; Marsiglia colonia greca e Marsiglia porta dell'Oriente, Marsiglia, Musée des beaux-arts; a Parigi, decorazioni nell'Hôtel de Ville e nell'anfiteatro della Sorbona, tele con le storie di s. Genoveffa nel Panthéon; Inter artes et naturam, nel museo di Rouen; ecc.), in cui la raffinata semplicità degli accordi cromatici trova rispondenza nella chiarezza di ogni singolo elemento, riuscì a effetti di notevole altezza, importanti anche per il primo periodo di P. Picasso.

Corso di Storia dell'arte: Daumier 1808

Honoré Daumier  1808 Pittore, scultore, litografo (Marsiglia 1808 - Valmondois, Val d'Oise, 1879). Artista originalissimo, tra i maggior...