giovedì 30 gennaio 2025

Corso di Storia dell'arte: 31 Pittura nell'arte romana


Oltre il "Pompeiano"
Dinamiche evolutive e crisi della pittura parietale romana

L’egemonia culturale di Roma e il problema della ricezione ellenistica

Sebbene il record archeologico sia dominato dai siti campani, la critica moderna concorda nel restituire a Roma il ruolo di centro propulsore delle correnti stilistiche. La pittura romana non deve essere intesa come un fenomeno isolato, ma come l'esito di un processo di ricezione e rielaborazione della pittura greca di età classica ed ellenistica.

Tuttavia, si pone il problema della "decadenza del modello": se da un lato la decorazione parietale romana eredita la perizia tecnica dei maestri greci, dall'altro si assiste a una progressiva standardizzazione dei motivi, dove l'originaria forza inventiva si cristallizza in schemi decorativi reiterati, spesso svuotati del loro vigore semantico originario.

Analisi dei sistemi decorativi: tra tettonica e illusione

L’evoluzione dei quattro stili (secondo la classificazione di Mau) rivela un mutamento nel rapporto tra lo spazio architettonico reale e la superficie pittorica:

  1. I Stile (Incrostazione): Espressione della Koiné ellenistica, mira alla mimesi materica (marmi policromi) mantenendo intatta la percezione della parete come entità strutturale.

  2. II Stile (Architettura finta): Introduzione della scenographia. È qui che si coglie l'apporto italico più originale: la rottura del piano parietale attraverso prospettive architettoniche che dilatano lo spazio.

  3. III Stile (Ornamentale): Una reazione anti-illusionistica. La parete torna a essere chiusa, dominata da un gusto miniaturistico e calligrafico che predilige il dettaglio isolato (l'edicola, il quadro centrale) rispetto alla struttura d'insieme.

  4. IV Stile (Illusionismo prospettico): Sintesi eclettica che recupera la profondità del II stile ma con un linguaggio barocco e sovraccarico. È in questa fase, documentata massicciamente a Pompei (es. Casa dei Vettii), che si avvertono i primi segni di una stanchezza esecutiva: la rapidità del tratto (pittura compendiaria) talvolta scivola in una serialità che preannuncia l'inaridimento della tradizione.

Verso l'inaridimento: la crisi del 79 d.C. e la fine di un'era

La catastrofe del 79 d.C. non rappresenta solo un termine ante quem per la datazione, ma il sigillo su una parabola artistica che aveva già esaurito la sua spinta propulsiva. La perdita dei centri vesuviani ha privato la storia dell'arte di una continuità documentaria, ma l'analisi dei reperti post-eruzione evidenzia come la pittura romana successiva si sia incanalata verso una progressiva semplificazione lineare, perdendo quella complessità prospettica che aveva caratterizzato l'età giulio-claudia e flavia.

Nota Critica: La distinzione tra "copia" e "originale" nella pittura romana rimane uno dei nodi più complessi. Spesso, ciò che definiamo "banalizzazione" del modello greco è in realtà un adattamento funzionale alla nuova spazialità della domus romana.


Nessun commento:

Posta un commento

Corso di storia dell'arte: Motherwell 1915

Motherwell 1915 Robert Motherwell (Aberdeen, 24 gennaio 1915 – Provincetown, 16 luglio 1991) è stato un pittore statunitense. Robert Motherw...