mercoledì 5 febbraio 2025

Corso di Storia dell'arte: 37 Arte romana al tempo dei Flavi

I Flavi

L'Estetica del Potere
L’Età Flavia e la Genesi dello Spazio Dinamico

La dinastia flavia (69-96 d.C.) non rappresentò soltanto una restaurazione dell'ordine dopo il turbolento "anno dei quattro imperatori", ma segnò l'inizio di una rivoluzione spaziale che avrebbe alterato per sempre il DNA dell'arte romana. Se l'età augustea si era rifugiata nel rigore quasi sacrale del neoatticismo — una forma di "neoclassicismo ante litteram" teso a nobilitare il nuovo principato — i Flavi scelsero la strada del realismo illusionistico e della monumentalità pervasiva.

La rottura con l’accademismo giulio-claudio

L’eredità dell’arte greca, filtrata attraverso i secoli del classicismo romano, appariva alla fine del I secolo d.C. come una formula esausta. Il superamento di questo "torpore" non fu un semplice vezzo estetico, ma una necessità comunicativa: Vespasiano, uomo di estrazione non aristocratica, aveva bisogno di un linguaggio che parlasse di conconcretezza, trionfo e vicinanza al popolo.

  • Il Colosseo (Anfiteatro Flavio) ne divenne il manifesto: un'opera che, pur utilizzando i canoni degli ordini architettonici sovrapposti, li subordinava a una struttura ingegneristica di inedita audacia, capace di gestire flussi di decine di migliaia di persone.

  • La scultura ritrattistica abbandonò le idealizzazioni apollinee per abbracciare un verismo psicologico quasi brutale, riflettendo l'immagine di un’amministrazione solida e pragmatica.

L’Arco di Tito: La conquista della terza dimensione

L’analisi dei rilievi dell’Arco di Tito (81-90 d.C. circa) permette di identificare il momento esatto in cui il rilievo romano smette di essere "disegno scolpito" per diventare pittura in pietra. La vera innovazione risiede nel superamento del piano di fondo come limite invalicabile.

Invece di seguire la tradizionale disposizione paratattica, le figure si muovono lungo una traiettoria convessa. Questo accorgimento tecnico produce un duplice effetto:

  1. Dinamismo cinetico: La processione sembra emergere dal fondo, curvare verso l'osservatore e poi rientrare nello spazio marmoreo.

  2. Atmosfera e luce: L’uso differenziato dei piani di rilievo — dal quasi tutto tondo degli elementi centrali allo stiacciato quasi pittorico degli oggetti in lontananza — crea un'illusione di profondità che include l'aria stessa tra le figure.

"L'arte flavia non si limita a rappresentare il trionfo; essa costringe lo spettatore a parteciparvi, posizionandolo fisicamente all'interno del flusso spaziale della parata."

Verso il "Barocco" Antico

Questa ricerca di teatralità e coinvolgimento emotivo getta le basi per quello che gli storici dell'arte hanno spesso definito il "barocco" dell'antichità. Sebbene il termine possa sembrare anacronistico, esso descrive correttamente la tendenza a privilegiare il movimento, il contrasto chiaroscurale e la tensione drammatica rispetto all'equilibrio statico.

L'eredità dei Flavi non risiede dunque solo nella solidità delle loro opere infrastrutturali, ma nell'aver intuito che l'arte poteva essere uno strumento di persuasione sensoriale. Anticipando le soluzioni che vedremo pienamente sviluppate sotto gli Antonini e nel III secolo, l'epoca flavia ha insegnato alla pietra a respirare, a muoversi e, infine, a scomparire nell'illusione della luce.


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