Il tempo di Traiano

La Sintesi Traianea
La Nascita del Linguaggio Storico Romano
L'epoca di Traiano (98-117 d.C.) rappresenta per l'arte romana il superamento di quella che potremmo definire la "soggezione ellenistica". Se nei secoli precedenti Roma aveva adottato il vocabolario formale della Grecia per nobilitare le proprie ambizioni, sotto l'Optimus Princeps il linguaggio figurativo si fa documento, cronaca e pragmatismo, trasformando l'estetica in una funzione dello Stato.
1. La Colonna Traiana: L'Epos del Quotidiano
La vera rivoluzione della Colonna risiede nell'invenzione del racconto continuo. Il fregio spiraliforme non è una serie di quadri isolati, ma un flusso cinematografico ante litteram che si avvolge attorno al nucleo architettonico.
Innovazione spaziale: L'artista (il cosiddetto "Maestro delle Imprese di Traiano") rompe le leggi della prospettiva classica per adottare una prospettiva aerea e ribaltata, funzionale alla leggibilità dei dettagli.
Realismo tecnico: Le scene non indugiano sul mito, ma sulla logica della guerra romana: la costruzione di ponti, il disboscamento, la fortificazione del castrum. La guerra è anzitutto un'opera di ingegneria e disciplina.
2. L'Eterogeneità dei Vinti: Oltre il Trofeo
Un saggio critico non può prescindere dall'analisi della figura del "nemico". Nella Colonna Traiana, i Daci non sono caricaturizzati come barbari subumani. La dignità dei caduti e il suicidio collettivo dei nobili daci per evitare la schiavitù (come nel caso del suicidio di Decebalo) servono a elevare la grandezza del vincitore: trionfare su un nemico valoroso è più onorevole che sconfiggere un avversario vile.
"La pietas romana traianea non è un sentimento umanitario moderno, ma un'esigenza di verità storica che riconosce il valore morale dello sconfitto per legittimare l'annessione imperiale."
3. L'Iconografia dell'Optimus Princeps: Il Ritratto come Programma Politico
Il volto di Traiano segna una rottura drastica con il misticismo flavio e l'idealismo augusteo. Il ritratto del decennale (108 d.C.) presenta l'imperatore con una capigliatura a frangia rigida, lineamenti segnati dalla fatica e uno sguardo diretto.
Il leader-funzionario: Traiano non è il Dominus, ma il primo servitore dello Stato. La sua arte riflette la gravitas e la fides.
Umanitas e Razionalità: Nei rilievi dell'Arco di Benevento, Traiano è raffigurato mentre accoglie i figli dei contadini (l'istituzione dei Pueri Alimentarii). L'imperatore è il garante della giustizia sociale, non un'entità astratta da adorare.
4. Conclusione: L'Autonomia Formale di Roma
Ranuccio Bianchi Bandinelli ha giustamente evidenziato come l'arte traianea rappresenti la "nascita del rilievo storico". Per la prima volta, Roma produce una forma d'arte che non ha equivalenti nel mondo greco. L'arte non serve più a evocare l'Olimpo, ma a mappare la realtà. È una rivoluzione silenziosa che pone le basi per tutto il linguaggio artistico occidentale incentrato sulla narrazione del potere e dell'identità nazionale.
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