lunedì 12 gennaio 2026

Corso di storia dell'arte: Rauschenberg 1925

Rauschenberg 1925

Robert Rauschenberg

L’Architettura del Significato tra Arte e Vita

La figura di Robert Rauschenberg (1925–2008) rappresenta lo spartiacque definitivo tra il Modernismo e la contemporaneità. La sua importanza risiede nella capacità di aver scardinato la struttura stessa dell’oggetto artistico, operando una trasformazione che definiremo ontologica, epistemologica e fenomenologica.

1. La Svolta Ontologica: Che cos'è l'opera d'arte?

In filosofia, l'ontologia è lo studio dell'essere e della natura della realtà. Quando parliamo di "svolta ontologica" in Rauschenberg, intendiamo un cambiamento radicale nella natura stessa dell'opera: essa smette di essere una "finestra" su un altro mondo (il quadro tradizionale) per diventare un "oggetto" reale tra gli altri oggetti.

  • Il Flatbed Picture Plane: Con le sue Combines, Rauschenberg sposta l'asse della pittura dalla verticale (che mima la visione umana) all'orizzontale (che mima il tavolo da lavoro). L'opera non è più un luogo dove si rappresenta qualcosa, ma una superficie dove si accumulano dati, detriti urbani e immagini.

  • L'oggetto ritrovato: Inserendo uno pneumatico o un letto reale nella tela, l'artista compie un atto ontologico: nega la distinzione tra "materia artistica" e "materia quotidiana". L'oggetto non "sembra" un letto, è un letto.

2. La Dimensione Epistemologica: Come conosciamo l'arte?

L'epistemologia è la branca della filosofia che si occupa della conoscenza: come facciamo a sapere ciò che sappiamo? Rauschenberg sfida i nostri processi cognitivi attraverso il "montaggio" di informazioni.

  • Decostruzione del segno: In Erased de Kooning Drawing (1953), l'artista mette in crisi la conoscenza tradizionale dell'arte come "produzione". Qui l'arte si conosce attraverso la sottrazione. Egli ci costringe a chiederci: può un'assenza essere un'opera?

  • Sovraccarico informativo: Attraverso l'uso della serigrafia, Rauschenberg riproduce immagini mediatiche accostate senza un nesso logico apparente. Questo riflette una nuova condizione epistemologica tipica dell'era moderna: conosciamo il mondo non più attraverso l'esperienza diretta, ma attraverso un flusso frammentario e simultaneo di immagini (giornali, TV, NASA).

3. Fenomenologia e Percezione: L'esperienza del "Qui e Ora"

La fenomenologia è l'analisi di come i fenomeni appaiono alla nostra coscienza attraverso i sensi. Rauschenberg vuole che l'opera sia un'esperienza sensoriale immediata, non un simbolo da interpretare.

  • White Paintings come schermi: Questi monocromi sono "dispositivi fenomenologici". Non sono vuoti, ma servono a rendere visibile ciò che accade nella stanza: la polvere che si posa, il movimento delle ombre degli spettatori, i cambiamenti di luce. L'opera è il risultato dell'interazione tra l'ambiente e il percepiente.

  • Il Gap tra arte e vita: Questa celebre frase indica che l'arte non deve stare in un empireo isolato, ma deve partecipare alla "caoticità" dell'esistenza. È una posizione etica oltre che estetica: l'artista accetta il mondo nella sua interezza, inclusi i suoi rifiuti.

4. La Sperimentazione Tecnologica: L'Umanesimo Digitale

Il progetto E.A.T. (Experiments in Art and Technology) e le serie tarde (come Anagrams) dimostrano una visione olistica (dove il tutto è superiore alla somma delle parti). Rauschenberg non vede la tecnologia come nemica della creatività, ma come un'estensione della capacità umana di connettersi con la realtà. L'uso di stampanti digitali e solventi biodegradabili negli anni '90 e 2000 chiude il cerchio, unendo l'innovazione tecnica a una responsabilità ambientale.

Conclusione: L'Eredità Critica

L'opera di Rauschenberg non è mai "finita" in senso statico; è un sistema aperto. Egli ha trasformato l'osservatore da spettatore passivo a co-creatore del significato. La sua capacità di integrare la pittura con la danza, la tecnologia con il rifiuto, e la storia con il presente, lo rende il cartografo di una nuova realtà complessa e multidimensionale.

Glossario sintetico per l'analisi:

  • Ontologico: Riguarda l'identità dell'opera come oggetto fisico.

  • Epistemologico: Riguarda il modo in cui interpretiamo e comprendiamo i messaggi dell'opera.

  • Fenomenologico: Riguarda l'impatto sensoriale e temporale dell'opera sullo spettatore.

Nessun commento:

Posta un commento

Corso di storia dell'arte: Balthus 1908

Balthus 1908 1. Identità dell’artista Balthus (Balthasar Klossowski de Rola) Parigi, 29 febbraio 1908 – Rossinière, 18 febbraio 2001 Figl...