venerdì 9 gennaio 2026

Corso di storia dell'arte: LeWitt 1928

LeWitt 1928























L’Assoluto Metodologico: Ontologia e Spazialità nell'Opera di Sol LeWitt

Il percorso critico di Sol LeWitt (1928–2007) non può essere ridotto a una mera cronologia di successi espositivi; esso rappresenta, piuttosto, l’architettura di un nuovo paradigma epistemologico nel secondo Novecento. Muovendosi tra le maglie del Minimalismo e fondando i presupposti teorici dell’Arte Concettuale, LeWitt ha operato una scissione definitiva tra l’idea (il generatore) e l’esecuzione (il prodotto), riconfigurando il ruolo dell'artista da demiurgo artigiano a legislatore logico.

1. Il Primato dell'Idea: La Grammatica della "Concept"

Nel celebre saggio Paragraphs on Conceptual Art (1967), LeWitt afferma che «l'idea stessa, anche se non resa visiva, è un'opera d'arte tanto quanto qualsiasi prodotto finito». Questa posizione dematerializza l’oggetto artistico, spostando il focus dal valore feticistico della materia alla purezza del processo mentale.

La Struttura come Modulo

Le sue "strutture" (termine che egli preferiva a "sculture") si basano sulla reiterazione del cubo, inteso come unità grammaticale neutra. Eliminando la narrazione e l'emotività, LeWitt utilizza il modulo per esplorare lo spazio non come contenitore, ma come elemento attivo di una progressione matematica.

  • Variazione Combinatoria: L'opera nasce da un set di istruzioni predefinite.

  • Neutralità Formale: L'uso del bianco serve a ridurre l'incidenza della luce e a enfatizzare la forma pura.

2. I Wall Drawings: L'Arte come Spartito

L’innovazione più radicale di LeWitt risiede nei Wall Drawings. Qui, l’opera d’arte assume una natura performativa e collaborativa che richiama la musica classica: l'artista scrive la "partitura" (le istruzioni), e un team di assistenti la esegue sul muro.

Il Dialogo con l'Architettura

A differenza di un quadro appeso, il Wall Drawing diviene parte integrante della pelle dell'edificio. Esso non occupa lo spazio; lo definisce. La bidimensionalità del segno (linee rette, curve, ad arco) sfida la tridimensionalità della stanza, creando un'interferenza visiva che obbliga il fruitore a riconsiderare i confini architettonici.

"L'artista concettuale vuole rendere il proprio lavoro mentalmente interessante per lo spettatore, e pertanto vorrebbe che esso diventasse emotivamente arido."

3. L’Eremo Umbro: Spoleto e la Sintesi Geometrica

Un capitolo fondamentale della maturità di LeWitt è il suo legame viscerale con l'Italia, in particolare con Spoleto. Questo non fu un semplice ritiro bucolico, ma un laboratorio di osmosi culturale tra l'avanguardia americana e la stratificazione storica europea.

Dalla Torre a Monteluco

Il passaggio dalla vita newyorkese alla casa-torre presso San Pietro e all'eremo di Monteluco segna un’evoluzione cromatica e materica. In Italia, LeWitt riscopre la solidità della pietra e la vibrazione del colore rinascimentale (Giotto, Piero della Francesca).

  • L’Influenza della Pittura Murale: L'osservazione degli affreschi umbri ha influenzato la transizione dai tratti a matita dei primi lavori alle ampie campiture di colori primari e secondari dei lavori tardi.

  • L’Incontro con Marilena Bonomo: La gallerista barese fu il catalizzatore di questa "stagione italiana", permettendo a LeWitt di trovare un equilibrio tra il rigore analitico e la spazialità mediterranea.

4. Analisi Critica: Verso una Fenomenologia del Segno

Il lascito di LeWitt risiede nella sua capacità di aver creato un sistema estetico che è, al contempo, totalitario e democratico.

  1. Totalitario nella sua logica stringente (se la premessa è A, la conseguenza deve essere B).

  2. Democratico nella sua esecuzione, poiché il possesso del certificato (l'idea) prevale sul possesso dell'oggetto fisico, rendendo l'opera riproducibile e teoricamente eterna.

Tabella: Evoluzione della Sintassi LeWittiana

PeriodoElemento CardineSupporto/MediaFocus Teorico
Anni '60Cubo ApertoStrutture in legno/metalloRiduzionismo e Griglia
Anni '70Linea a matitaParete (Wall Drawing)Processo e Istruzione
Anni '80-'90Forme geometriche solideInchiostro e AcrilicoColore e Volume visivo
Anni 2000Forme libere ("Scribbles")Grafite e grandi superficiDinamismo e Complessità

Conclusione: L'Eternità dell'Algoritmo

Sol LeWitt ha trasformato l'arte in un algoritmo vivente prima dell'era digitale. La sua permanenza in Italia, tra le pendici di Monteluco e i vicoli di Spoleto, rappresenta il punto di sutura tra la modernità più radicale e la tradizione murale classica. Egli non ha solo creato forme; ha istituito un linguaggio che permette alla forma di generarsi autonomamente, rendendo l'artista il primo motore immobile di un universo geometrico infinito.


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