domenica 30 novembre 2025

Corso di storia dell'arte: Echaurren 1951

Pablo Echaurren 1951




Pittore e illustratore italiano (n. Roma 1951). Artista versatile, innovativo contaminatore di generi, nella sua prima produzione artistica figurano opere su carta e di piccole dimensioni, mentre i primi acrilici su tema, realizzati a partire dal 1988, associano riferimenti ai cartoon e citazioni del repertorio delle avanguardie storiche. Autore della copertina di Porci con le ali di M. Lombardo Radice e L. Ravera (1976), collaboratore delle riviste Linus, Frigidaire, Tango, Comic art, Alter alter, gli sono state dedicate numerose mostre (Roma, Chiostro del Bramante, 2004; Torino, Museo internazionale di arti applicate, 2009; Roma, Palazzo Cipolla, 2010; Roma, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, 2015). E. è inoltre  autore di saggi di critica d’arte, tra i quali si citano Il suicidio dell’arte (2000), Nel paese dei bibliofagi (2010), Controstoria dell'arte (2011), Majakovskij (2012), Ramones. Cretin hop (2012), e di romanzi ambientati nel mondo dell’arte (tra gli altri, Delitto d’autore, 2003, e Terra di Siena, 2007).





sabato 29 novembre 2025

Corso di storia dell'arte: Clemente 1952

Francesco Clemente 1952





Francesco Clemente (Napoli, 23 marzo 1952) è un pittore e disegnatore italiano. Francesco Clemente, assieme a Sandro Chia, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino, è uno dei protagonisti della Transavanguardia italiana, movimento artistico, teorizzato dal critico d'arte Achille Bonito Oliva, nato verso la seconda metà degli anni settanta del XX secolo. L’evoluzione artistica di Clemente sfrutta simboli della tradizione occidentale e orientale, immagini video e cultura popolare. Il mondo interiore dell’artista rifugge da concetti e idee che non siano il mero atto del disegno facendo dialogare il passato con il futuro, idiomi e stili distanti geograficamente ma accomunati artisticamente. Membro dell'Accademia Americana delle Arti e delle Lettere, vive e lavora a New York e a Varanasi in India. Clemente ha compiuto i sui primi studi liceali a Napoli; nel 1970 si trasferisce a Roma per frequentare la facoltà di Architettura[6] che non porterà mai a termine. Con il trasferimento nella capitale entra in contatto con vari artisti tra cui Cy Twombly e Alighiero Boetti, che influenzano i suoi esordi artistici. Nel 1971 tiene alla Galleria di Valle Giulia di Roma la sua prima mostra personale. Affascinato dalla poesia e dalle culture diverse e lontane, ha intrapreso numerosi viaggi, spesso in Asia, entrando in contatto non solo con la cultura afghana e con quella indiana (dopo un primo viaggio a Madras, tornerà in India diverse volte negli anni settanta), ma anche con quella sudamericana e giamaicana. Continua ad esporre le sue opere nel 1975 alla galleria Massimo Minini di Brescia, Franco Toselli a Milano, Gian Enzo Sperone a Torino e a Roma. A partire dagli anni ottanta espone alla Biennale di Venezia e a New York, dove si era trasferito con la famiglia, e questo gli vale la collaborazione con Andy Warhol, Kenny Scharf e Keith Haring. Nel 1989, oltre alla mostra alla Lisson Gallery di Londra, espone i suoi lavori a Napoli alla galleria di Lucio Amelio e prende parte a numerose mostre in gallerie e musei. I suoi lavori vengono esposti dall’Università di Berkeley, in California, al Metropolitan Museum di New York, all’Art Institute di Chicago e al Museum of Modern Art di New York. Negli anni a seguire la sua produzione artistica, che appare con regolarità anche in tutti i paesi europei, può contare sulla collaborazione con le gallerie di Daniel Templon e Yvon Lambert di Parigi, Paul Maenz di Cologne, Mary Boone Gallery, Sperone Westwater Gallery, Gagosian Gallery e Leo Castelli Gallery di New York, Akira Ikeda Gallery di Tokyo, Galerie Michael Haas di Berlino, Galerie Thaddaeus Ropac di Parigi e Salisburgo, Galeria Javier Lopez di Madrid, James Cohan Gallery di Shanghai. 

venerdì 28 novembre 2025

Corso di storia dell'arte: Galliani 1954

Omar Galliani 1954






Artista italiano (n. Montecchio Emilia 1954). Compiuti gli studi all’Accademia di belle arti di Bologna, dalla prima metà degli anni Settanta è stato attivo nell’ambito del citazionismo per poi aderire nel 1982 al movimento Magico primario e successivamente al  gruppo degli Anacronisti, in accordo con una teoria del ritorno alla figurazione in contrapposizione con il concetto di avanguardia. Sue cifre stilistiche sono l’impiego di un’iconografia derivata dalla storia dell’arte e dal raffronto tra tradizione e innovazione e l'utilizzo di una varietà di tecniche, tra cui la pittura a olio e la matita e i pastelli su tavola (Notturno, Firenze, Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe; Mantra per Laura, 1997-98, Bologna, MAMBO; Paesaggio dei miei veleni, Cassiopeia, Prometeo e Orione, tutti del 2014, Torino, GAM). Presente alla Biennale di Venezia (1982, 1984, 1986) e alla Biennale di Praga (2003), tra le sue personali vanno citate Disegno italiano, allestita dal 2006 al 2008 presso i più importanti musei d’arte moderna e contemporanea della Cina, Omar Roma Amor (Roma, Museo Bilotti di Villa Borghese, 2012), Centro di Gravità Permanente (Gallarate, MAGA, 2013), L’opera al nero. Omar Galliani (Torino, GAM, 2014), Altri segni per nuovi sogni (La Spezia, CAMeC, 2015) e Omar Galliani. Estasi mistica e pienezza creativa. Per Santa Teresa d’Avila (Roma, Tempietto del Bramante, 2016).

giovedì 27 novembre 2025

Corso di storia dell'arte: Koons 1955

Koons 1955



Jeff Koons. Artista statunitense (n. York, Pennsylvania, 1955). Considerato l’erede di A. Warhol nel saper valorizzare gli effetti della massificazione e nell’ottenere il consenso del pubblico, dopo un’esperienza nel marketing ha applicato le regole di mercato alla sua attività, realizzando opere molto quotate sul mercato, spesso riprodotte in pochi esemplari con varianti, riservate a una ristretta cerchia di collezionisti.

Formatosi a Baltimora e a Chicago, K. ha elaborato un linguaggio nel quale il kitsch assurge a opera d’arte: presi oggetti del quotidiano e dell’infanzia, l’artista li ha riprodotti ingranditi e realizzati in porcellana (Michael Jackson and Bubbles, 1988), o acciaio, legno, vetro o con la tecnica del collage. Gli oggetti di uso comune, collocati in teche, come ready made, per K. assumono un nuovo ruolo agli occhi del pubblico. Notevoli, tra i diversi temi, quelli affrontati nelle opere The Pre-new (1979), che ha segnato il suo esordio artistico; The new (1980), dove l’oggetto di consumo diviene installazione artistica; Equilibrium (1985); Luxury and degradation (1986); Rabbit (1986); Statuary (1986, serie di calchi in acciaio di personaggi storici e figure simboliche attuali); Banality (1988-89); Made in Heaven (1990-99, opere ispirate alla pittura rococò); Celebration (1995-98); Puppy (1997); Easyfun (1999-2000), ove torna l’immaginario pubblicitario e il ritorno all’infanzia; Niagara (2000); Easyfun-Ethereal (2000-2002); Hulk (Friends) (2004-2012); Hanging Heart (2006); Metallic Venus (2010-12); Ballerinas (2010-14). Tra le mostre personali si ricordano: Museo Guggenheim di Bilbao (1997), Museo archeologico di Napoli (2003),  Museet for Moderne Kunst, Oslo (2004), Museum of Contemporary Art, Chicago (2008), Museum of Art, Atlanta (2011), Fondazione Beyeler, Basilea (2012), Schirn Kunsthalle, Francoforte (2012), Whitney Museum of American Art, New York (2014), Centre Pompidou, Parigi (2015); Palazzo Strozzi, Firenze (2021). Tra le sue opere più recenti si segnala la scultura Apollo Wind Spinner, installata nel 2023 a Hydra (Grecia) nell'ambito della mostra Jeff Koons: Apollo allestita presso la Deste Foundation Project Space Slaughterhouse.

mercoledì 26 novembre 2025

Corso di storia dell'arte: Lòdola 1955

Marco Lòdola 1955








Artista italiano (n. Dorno 1955); dopo aver frequentato l'Accademia di belle arti di Firenze e di Milano, agli inizi degli anni Ottanta, insieme con altri artisti, ha fondato a Milano il movimento del Nuovo Futurismo, teorizzato dal critico R. Barilli. Nella sua indagine del mondo consumistico contemporaneo il richiamo al futurismo è particolarmente evidente nell'uso appassionato del colore, nella volontà di utilizzare materiali industriali poveri, come plexiglas, perspex e smalti, e tecnologie legate all'attualità: ne deriva una produzione, influenzata direttamente dai suoi interessi culturali, dalla musica al cinema, dalla pubblicità al fumetto, caratterizzata da una forte componente ludica, dall'uso del design e delle plastiche sagomate vivacemente colorate, a volte illuminate dall'interno. Ha partecipato a esposizioni in Italia e all'estero, ha ottenuto importanti commissioni pubbliche e private, collabora attivamente con scrittori e musicisti italiani ed è particolarmente attivo nel campo pubblicitario e della comunicazione.

martedì 25 novembre 2025

Corso di storia dell'arte: Haring 1958

Haring 1958



La Linea come Epistemologia:
Oltre il Graffitismo

Sebbene Haring esordisca nel milieu della graffiti art newyorkese alla fine degli anni Settanta, la sua produzione si distacca rapidamente dall'estetica del wildstyle tipica dei suoi contemporanei. Mentre il graffitismo tradizionale si concentrava sulla decostruzione del nome (il tag), Haring opera una riduzione fenomenologica del segno.

  • Il Linguaggio Calligrafico: Influenzato dalla semiotica e dai corsi alla School of Visual Arts, Haring sviluppa un alfabeto iconografico universale. Il suo tratto è continuo, privo di ripensamenti, quasi automatico.

  • L'Iconografia del "Radiant Baby": Non è solo un simbolo di speranza, ma rappresenta l'energia atomica e la vitalità primordiale, un'unità di misura visiva che si contrappone alla rigidità delle strutture istituzionali.

Dallo Spazio Pubblico al "Site-Specific" Ideologico

L'occupazione degli spazi da parte di Haring non è mai casuale. Il suo passaggio dai disegni con il gesso bianco nelle metropolitane di New York alle grandi commissioni internazionali segna l'evoluzione da performer urbano a intellettuale pubblico.

Interventi Chiave e Dialettica Politica

OperaAnnoSignificato Critico
Muro di Berlino1986Un atto di critica geopolitica; l'arte come collante di una nazione divisa.
Pop Shop1986La democratizzazione dell'arte che sfida il mercato d'élite (e anticipa la relational aesthetics).
Tuttomondo (Pisa)1989Il suo testamento spirituale; un inno alla pace universale dipinto sulla parete di un convento.

Erotismo e Thanatos: La Tensione Sottesa

Sotto la superficie di colori vibranti e personaggi dei fumetti, l'opera di Haring è intrisa di un erotismo truce e inquieto. La sua produzione degli anni Ottanta è indissolubilmente legata alla crisi dell'AIDS, che trasforma il corpo da tempio del piacere a campo di battaglia politico.

Le sue figurazioni diventano "agitate": i corpi si intrecciano in nodi indissolubili che evocano tanto l'estasi quanto l'oppressione. Il richiamo all'arte primitiva e tribale non è un semplice esercizio di stile, ma la ricerca di un'energia arcaica capace di esorcizzare la paura della morte.

Eredità Critica e Postumo

La consacrazione definitiva in Europa, avviata con Documenta 7 a Kassel (1982), ha permesso di leggere Haring non come un fenomeno di costume, ma come un ponte tra il Modernismo e il Post-strutturalismo. Le retrospettive al Castello di Rivoli e al Chiostro del Bramante hanno confermato come la sua "linea infinita" sia stata in grado di mappare le nevrosi e le speranze di un secolo al tramonto.

"Il mio contributo al mondo è la mia capacità di disegnare. Disegnerò il più possibile, per quante persone sia possibile, per tutto il tempo che è possibile."

Biografia
Keith Haring Pittore statunitense (Reading, Pennsylvania, 1958 - New York 1990). Ha esordito alla fine degli anni Settanta nell'ambito della graffiti art. Dopo un soggiorno a Pittsburg, dove iniziò a esporre le sue opere, si trasferì a New York, dove seguì i corsi della School of visual art. La sua opera si differenzia da quella degli altri graffitisti: molteplici invenzioni iconiche rese in un tipico linguaggio calligrafico (bambini radioattivi, personaggi dei cartoni animati o dei fumetti, richiami esotici e primitivi, immagini proprie della cultura underground metropolitana) si legano in figurazioni tristi e gioiose, agitate e inquiete; segnate da un erotismo truce e ironico, sono tracciate su pareti, soffitti e pavimenti di scuole, ospedali, negozi, musei ma anche su oggetti, su copertine di riviste e cataloghi, sul muro di Berlino (1986), sulle pareti esterne del convento di S. Antonio a Pisa (1989). Affermatosi in Europa attraverso la partecipazione a Documenta di Kassel nel 1982 e la diffusione anche commerciale delle sue immagini, alla sua opera sono state dedicate importanti retrospettive, tra cui quelle al Castello di Rivoli (1994) e al Chiostro del Bramante a Roma (2001).


Corso di storia dell'arte: Magritte 1898

René  Magritte 1898 Magritte ‹maġrìt›, René. - Pittore belga (Lessins 1898 - Bruxelles 1967). Dopo brevi esperienze futuriste e cubiste, nel...