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Corso di storia dell'arte: 98 Masolino da Panicale 1383

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Masolino da Panicale 1383 Masolino  da Panicale. - Soprannome del pittore Tommaso di Cristoforo Fini (Panicale in Valdelsa 1383 - Firenze 1440). Allievo e aiuto di Ghiberti alla prima porta del Battistero di Firenze (Vasari), s'iscrisse all'Arte dei medici e speziali nel 1423; lavorò a Empoli (1324) e poi a Firenze in un sodalizio artistico con Masaccio che continuò anche a Roma (dopo un soggiorno in Ungheria, 1425-27); lavorò per il cardinale Branda Castiglione a Roma (1428-31) e poi a Castiglione Olona (1433-35). L'arte di M. si colloca nell'ambito del tardo gotico internazionale, per la tenue modellazione, per il ritmo elegante che si appaga in ondulazioni lineari, per il cromatismo raffinato; dalle ricerche di Brunelleschi e dalla stretta collaborazione con Masaccio M. derivò le nuove concezioni di spazio e di luce, in grado minore quelle del rilievo, temprandole in modo da non discordare col suo persistente carattere gotico. Realizzò così un suo rinascimento, defin...

Corso di storia dell'arte: 97 IACOPO DELLA QUERCIA 1375

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IACOPO DELLA QUERCIA 1375 DELLA QUERCIA, Iacopo di Pietro di Agnolo. - Scultore. Prese quel cognome per essere la sua famiglia originaria da Quercia Grossa, castello ora distrutto, a poche miglia da Siena. Non si conosce l'anno preciso della sua nascita, che, secondo il Vasari, fu il 1374 o il 1375. L'inizio della sua operosità va riportato in ogni modo alla fine del sec. XIV; nel 1401 prese parte al concorso per la seconda porta del Battistero di Firenze. Nel 1406 (questa è la data più probabile e generalmente accolta) eseguì la sepoltura per la moglie di Paolo Guinigi, morta l'anno precedente, e due anni dopo la Madonna di Ferrara. Al 1408 risale anche la prima allogazione della Fonte di Piazza a Siena, allogazione che fu rinnovata l'anno successivo e confermata nel '12. Ma Iacopo, a causa dei suoi impegni, non pensava a iniziare il lavoro e non si curava nemmeno di rispondere agl'inviti di Siena, cosicché fu minacciato di un procedimento penale. In seguito a ...

Corso di storia dell'arte: 96 Il Rinascimento in Viaggio: Da Firenze alle Corti d’Italia

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  Il Rinascimento in Viaggio: Da Firenze alle Corti d’Italia Il Rinascimento nelle arti figurative non nacque come un’esplosione improvvisa, ma come una piccola fiamma accesa a Firenze tra gli anni dieci e venti del Quattrocento. All’inizio fu una corrente minoritaria, quasi una deviazione d’élite. Ma ben presto, quella fiammella divenne un incendio creativo che si propagò lungo tutta la penisola, conquistando città e corti, trasformando linguaggi e sensibilità artistiche. Da Firenze al Mondo: il cammino degli artisti Furono gli stessi artisti, muovendosi da una corte all’altra, a portare con sé le novità fiorentine. Inizialmente accolti con curiosità e cautela, i loro stili venivano spesso rielaborati localmente. Ma a partire dalla metà del secolo, grazie al soggiorno di figure eminenti, anche altri centri iniziarono a brillare di luce propria. Padova e Urbino emersero come veri e propri cuori pulsanti di questa nuova irradiazione culturale. Una Sinfonia di Stili Regional...

Corso di storia dell'arte: 95 Regno di Napoli e Sicilia rinascimentale

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I Regni di Napoli e Sicilia Nel Sud, diviso tra il regno di Napoli nel continente e il regno di Sicilia (della Corona d'Aragona) sull'isola omonima, l'arte rinascimentale fu strettamente legata alle influenze franco-fiamminghe, dovute a rotte politiche e, in parte, commerciali. Il Rinascimento a Napoli, fu composto nel Quattrocento da due stagioni principali. La prima è legata al regno di Renato d'Angiò, dal 1438 al 1442, quando portò in città il suo gusto dagli ampi orizzonti culturali, culminato nell'attività di Barthélemy d'Eyck e Colantonio. La seconda è legata all'insediamento in città di Alfonso I d'Aragona dal 1444, che coinvolse il regno nel giro degli scambi strettissimi con gli altri territori della corona aragonese e chiamando in città artisti catalani, come Guillén Sagrera e Lluís Dalmau. Più tardi, i legami culturali ed artistici con Firenze trasformarono Napoli in una delle capitali del Rinascimento italiano: la Cappella Caracciolo in San G...

Corso di storia dell'arte: 94 Puglia e Basilicata rinascimentali

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Rinascimento in Puglia e Basilicata  Benché il rinascimento non abbia avuto forte sviluppo in Puglia, si conservano alcune opere degne di nota, come il busto di Francesco II del Balzo nel Museo diocesano di Andria, attribuito a Francesco Laurana, e il polittico ligneo della chiesa di Santa Maria nelle isole Tremiti, importato a Venezia. Altre opere come il mausoleo di Angela Castriota Skanderbeg della chiesa di Santa Sofia a Gravina in Puglia o la statua di San Michele Arcangelo nella grotta dell'omonimo santuario nel Gargano. La Puglia specialmente nel '400 e nel '500 era un vasto canale commerciale con la Grecia e la Serenissima di Venezia, nonostante i ripetuti attacchi degli ottomani. Tra questi scambi culturali ci sono echi nordici e oltremontani che influirono sulla realizzazione di polittici e di Pietà diffuse lungo la costa. In Puglia lavorarono anche Giorgio da Sebenico e il fiorentino Giovanni Cocari nel cantiere della chiesa di Santa Maria alle Isole Tremiti. L...

Corso di storia dell'arte: 93 Abruzzo e Molise rinascimentali

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Rinascimento in Abruzzo e Molise In Abruzzo l'arte rinascimentale entrò sia grazie al vasto programma culturale proposto dalla famiglia Acquaviva nel teramano, nel ducato di Atri, in cui tra i famosi artisti il più celebre fu Andrea De Litio, sia a causa delle ricostruzioni dovute al primo grande terremoto dell'Aquila del 1461. Presso la città l'opera rinascimentale di maggior rilievo è la Basilica di San Bernardino, costruita a partire dal 1454, dieci anni dopo la morte in loco del predicatore senese. La facciata fu iniziata nel 1524 da Cola dell'Amatrice e terminata nel 1542, e costituisce l'apparato più significativo della struttura, ispirata a un progetto di Michelangelo Buonarroti. Nella città aquilana intervennero tra la seconda metà del '400 e per gran parte del '500 le maggiori maestranze locali, come Andrea De Litio, Silvestro dell'Aquila, Francesco da Montereale e Saturnino Gatti, che beneficiarono del mecenatismo delle famiglie locali quali i ...

Corso di Storia dell'arte: 92 Umbria rinascimentale

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Umbria L'Umbria, frammentata in più entità politiche, ebbe diversi tempi di adesione al gusto rinascimentale da centro a centro. In ogni caso si registrò spesso una prima fase di assorbimento passivo, generante solo in un secondo momento una partecipazione attiva alle novità. Tra i primi e più significativi esempi ci fu la Perugia dei Baglioni, dove lavorarono numerosi artisti fiorentini, senesi e urbinati. Poco prima della metà del secolo si registrano già alcuni pittori maturi e attivi in regione, capaci di filtrare alcuni elementi innovativi nel proprio stile: Giovanni Boccati, Bartolomeo Caporali e Benedetto Bonfigli. A Piero della Francesca si rifaceva la prima opera inequivocabilmente rinascimentale, le otto tavolette delle Storie di san Bernardino, in cui lavorò il giovane Pietro Perugino, artista formatosi nella bottega del Verrocchio a Firenze e interessato alle ultime novità dalle Fiandre, in particolare l'opera di Hans Memling. Fu lui il primo a sviluppare quello sti...